Riceviamo e pubblichiamo
Quarant’anni di storie, mani tese che si stringono, volti e sguardi che si incrociano cercando una speranza.
Quarant’anni trascorsi accanto a chi ha conosciuto la fragilità, la dipendenza, l’emarginazione, la solitudine, ma anche la forza del cambiamento e il coraggio di ricominciare.
Il Centro Calabrese di Solidarietà Ets celebra il quarantesimo anniversario della sua fondazione con una cerimonia pubblica.
In programma oggi, alle ore 17, nell’auditorium dell’università Magna Graecia.
Sarà un momento di festa, ma soprattutto di gratitudine e memoria condivisa.
Un’occasione per ripercorrere il cammino di una comunità che, dal 1986 ad oggi, ha accompagnato migliaia di persone nei percorsi di cura, recupero, inclusione e rinascita, diventando un punto di riferimento non solo per la Calabria, ma per l’intero Mezzogiorno.
Alla cerimonia prenderanno parte cittadini, associazioni, volontari, operatori, istituzioni e tutti coloro che, in questi quarant’anni, hanno contribuito a costruire una storia fatta di relazioni autentiche e di attenzione verso gli ultimi.
Una comunità capeggiata dalla presidente Isolina Mantelli.
Particolarmente significativa sarà la presenza del cardinale Domenico Battaglia, presidente onorario del Centro.
Che per oltre vent’anni ha guidato questa realtà facendone un laboratorio di umanità, accoglienza e promozione della dignità della persona.
Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nella storia del Centro e nella vita di tante persone.
Sarà presente padre Paolo Lombardo, fondatore del Centro Calabrese di Solidarietà.
Il frate francescano che quarant’anni fa ebbe l’intuizione e il coraggio di dare vita a una comunità capace di guardare oltre il disagio, riconoscendo in ogni persona una risorsa e mai un problema.
Quella del Centro Calabrese di Solidarietà è una storia fatta di migliaia di rinascite silenziose.
Una storia che parla di accoglienza, prevenzione, cura delle dipendenze, sostegno alle famiglie, tutela dei minori, contrasto alle nuove povertà e promozione dell’inclusione sociale.
Ma soprattutto è la storia di una comunità che ha scelto di non lasciare indietro nessuno.
Ma questo quarantesimo anniversario non è né un traguardo, né una semplice ricorrenza: è un nuovo punto di partenza.
Perché le sfide sociali cambiano, emergono nuove fragilità e nuovi bisogni, ma resta immutata la missione che da quattro decenni guida l’impegno del Centro: mettere al centro la persona, custodirne la dignità e offrire sempre una possibilità di futuro.
L’evento
Quarant’anni di rinascite. Quarant’anni di vite ricostruite, di famiglie ritrovate, di persone che qualcuno aveva smesso di vedere e che invece hanno trovato una mano tesa, una casa, una nuova possibilità.
L’Auditorium dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha accolto una comunità intera per celebrare il quarantesimo anniversario del Centro Calabrese di Solidarietà Ets, una delle esperienze sociali più significative della Calabria.
Non una semplice ricorrenza, ma il racconto di una storia iniziata nel 1986 in una piccola stanza di via Fontana Vecchia.
Quando Padre Paolo Lombardo ebbe un’intuizione semplice e rivoluzionaria: guardare oltre la dipendenza, oltre il disagio, oltre gli errori, riconoscendo sempre nella persona una possibilità e mai un problema.
Un ricordo particolare è stato dedicato al cardinale Domenico Battaglia, per oltre vent’anni anima della comunità.
Un pensiero di particolare gratitudine è stato rivolto al Serd, partner storico del Centro Calabrese di Solidarietà, e a tutti gli operatori sanitari che nel corso di questi quarant’anni hanno contribuito a costruire percorsi di cura, accoglienza e reinserimento.
Una collaborazione fondata sulla presa in carico integrata e sulla convinzione che dietro ogni dipendenza ci sia sempre una persona da ascoltare, accompagnare e sostenere.
L’Auditorium si è emozionato con la testimonianza di Marco Iacobi, ospite della comunità trent’anni fa.
«Nella sofferenza c’è sempre una speranza che non deve essere mai spenta», ha raccontato ai ragazzi presenti, invitandoli a non smettere mai di concedersi tempo e fiducia.
Dopo la proiezione del video celebrativo dedicato ai quarant’anni di attività, il Centro ha voluto rendere omaggio ai propri operatori, veri protagonisti silenziosi di questa storia, consegnando medaglie ricordo al personale e due targhe alla presidente Mantelli e al cardinale Battaglia.
A chiudere la manifestazione è stato l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, che ha ricordato la sua prima visita al Centro dopo l’arrivo in diocesi.
A suggellare il profondo legame tra il cardinale Battaglia e il Centro è stata anche una sorpresa particolarmente significativa.
Nel corso della cerimonia è stato infatti donato a don Mimmo un volume celebrativo, che raccoglie testimonianze, ricordi e riflessioni di circa venti persone che nel corso degli anni hanno conosciuto da vicino la realtà del Centro e condiviso il cammino umano e pastorale dell’allora sacerdote.
Un racconto corale che ripercorre una storia fatta di accoglienza, solidarietà e servizio alla persona.
Il volume, arricchito dall’introduzione di Maniago e da un contributo del manager sanitario Vitaliano De Salazar, rappresenta non soltanto un omaggio al cardinale Battaglia, ma anche un tributo alla storia del Centro Calabrese di Solidarietà.
Un gesto che assume un valore ancora più concreto perché, per volontà dell’editore, l’intero ricavato derivante dalla vendita del libro sarà devoluto al Centro a sostegno delle sue attività.
Quarant’anni dopo quel primo piccolo passo compiuto da Padre Paolo Lombardo, il Centro Calabrese di Solidarietà continua a camminare accanto alle persone, affrontando nuove fragilità, nuove dipendenze e nuove povertà senza smarrire la propria identità.
Con la stessa convinzione che lo accompagna dal 1986: nessuno è definitivamente perduto e ogni persona merita sempre qualcuno disposto a scommettere sul suo futuro.
