Riceviamo e pubblichiamo
Il valore di un progetto non si misura da chi lo racconta, ma dall’impatto che lascia nel cuore di chi lo vive.
A volte, per fare la differenza, non servono grandi organizzazioni o strutture complesse: bastano un’idea potente, il coraggio di rimboccarsi le maniche e una comunità pronta a rispondere.
È questa la sintesi perfetta di Oltre il Confine, la cena di beneficenza che si è tenuta nei giorni scorsi a Girifalco.
Una serata nata per sostenere l’associazione Oltre l’Autismo Catanzaro Odv, che è andata ben oltre la semplice raccolta fondi, trasformandosi in una testimonianza tangibile di inclusione e coesione sociale.
L’intero percorso è stato interamente ideato e coordinato da tre giovani professionisti del territorio – Francesca Passafaro, Domenico Fodaro e Maria Elena Saraceno –, in stretta sinergia con l’esperienza scientifica.
Insieme, muovendosi tra competenze professionali e spirito di servizio, i promotori hanno investito per mesi tempo ed energie per trasformare un’intuizione progettuale in una splendida e partecipata realtà concreta.
Questo lavoro silenzioso e costante dimostra come la volontà, l’approccio psicopedagogico e la sinergia tra cittadini possano generare un valore immenso, capace di andare oltre i compiti istituzionali e di colmare le distanze sociali.
I promotori dell’iniziativa tengono a sottolineare che “Oltre il Confine” non rappresenta un punto d’arrivo, bensì una direzione ben precisa da seguire.
L’obiettivo resta quello di continuare a progettare, lavorare e costruire nuove occasioni di reale partecipazione per i ragazzi, senza cercare visibilità o applausi, ma mirando esclusivamente al bene della comunità.
Nuovi progetti e interventi inclusivi sono già in cantiere per continuare a camminare insieme verso una visione di comunità aperta.
Dove nessuno resti semplice spettatore e nessuno venga lasciato indietro.
Perché una società più accogliente si costruisce unicamente con i fatti.