Riceviamo e pubblichiamo
A volte, per ricominciare, basta una giornata diversa.
È quella che ha vissuto ieri Angelo, nome di fantasia, giovane ospite dell’Istituto penale per i minorenni di Catanzaro, che ha potuto trascorrere una giornata in Sila insieme ad Antonella, Francesco, Enzo e Annalisa.
L’esperienza è stata possibile grazie a un permesso premio e alla disponibilità del Direttore dell’Ipm di Catanzaro e del Magistrato di sorveglianza.
Una giornata semplice, tra natura, convivialità e buon cibo.
Che ha però assunto un significato ben più profondo: quello di portare concretamente la società civile accanto a chi sta affrontando un percorso penitenziario e rieducativo.
È questo il cuore di Adozione in città, il progetto promosso dalla Camera Penale Alfredo Cantàfora di Catanzaro insieme all’Istituto penale per i minorenni, alla Comunità ministeriale, al Tribunale per i Minorenni, alla Procura per i minorenni e alla Diocesi di Catanzaro.
L’obiettivo è costruire un ponte tra l’istituzione penitenziaria e la comunità.
Perché il percorso rieducativo non può esaurirsi all’interno delle mura dell’istituto.
Significa offrire presenza, ascolto, relazioni e fiducia, accompagnando i giovani non soltanto durante l’esperienza penitenziaria, ma anche nella delicata fase del reinserimento sociale.
