Tanti anni fa, 22 per la precisione, uno striscione degli Uc ‘73 (gli ultrà dei giallorossi di Calabria), in occasione dell’allora grande e agognato ritorno in serie B delle Aquile dopo circa 3 lustri di purgatorio e inferno vissuti tra C1 e C2 che peraltro nel frattempo non esistono più sostituite dalla C unica com’era prima del ‘78, iniziava con la frase: “Luci sul palco”. L’atteso appuntamento era un Catanzaro-Bari, a quei tempi sempre giornata inaugurale del torneo cadetto, ma fissata nientemeno l’11 settembre 2004. Che, tanto per capirci, nella stagione sportiva in corso, proprio a partire dall’anticipo odierno del Romeo Menti di Vicenza, sarebbe invece coincidente con l’avvio del 4. turno. Un… mese di gare quindi, come ovvio calcisticamente parlando, con già 12 punti totali in palio per ogni partecipante al campionato di B. Un altro… mondo, insomma, ma che poco cambia la sostanza del match in terra veneta di questo 21 agosto ‘26, in cui le luci (ri)accese sul palco, per la partenza di una nuova girandola di gol ed emozioni fino al termine di maggio prossimo, non saranno i fari del Nicola Ceravolo bensì, come premesso e arcinoto, quelli del Menti. E con le stesse “frenesia” e trepidazione di ogni stagione..
Primo tempo:
Si inizia con un lungo prologo, peculiare delle “inaugurazioni”, ovvero l’intervista al presidente del Catanzaro, Floriano Noto, che davanti alle telecamere di Dazn si dice fiducioso per la nuova annata sportiva delle Aquile pur dopo la A persa per un soffio poco meno di 3 mesi fa a Monza nella finale di ritorno dei playoff, mentre la regia della stessa piattaforma inquadra in tribuna centrale del Menti quello della B Paolo Bedin. Intanto arriva pure l’inno nazionale cantato live sul campo, proprio come nell’ultimo match della scorsa stagione di Monza.
Poi la partenza vera e propria con il fischio dell’arbitro Federico La Penna della sezione Aia di Roma1 (leggi qui: https://irriverentemente.com/vicenza-catanzaro-arbitra-la-penna-roma1-ddg-blasonato-che-piu-sbaglia-e-piu-e-premiato-da-aia/).
L’avvio è lento anche se Koffi e Iemmello dialogano per cercare di far male quasi subito. Ma chi fa male per davvero è un D’Alessandro in versione Del Piero che al 18’ da posizione defilata sulla fascia si accentra appena e lascia partire un tracciante che supera l’incolpevole portiere avversario Gagno. Eurogol! Aquile avanti. E il Vicenza? Accusa il colpo, facendosi vedere timidamente in avanti soltanto, in particolare, con un paio di colpi di testa di Moncini. Il secondo dei quali chiama Pigliacelli a una tutto sommato agevole parata. Al 39’, però, la difesa calabra si fa un pisolino e capita allora che su angolo di Costa l’ex Crotone Cuomo faccia 1-1 in beata solitudine. Nei restanti minuti, 2 di recupero compresi, qualche schermaglia con Alesi (per gli ospiti) e Valoti (Vicenza), ma niente di che. Intervallo.
Secondo tempo:
Inizia la ripresa e sempre Koffi, come circa un’ora prima, prova a dare vivacità all’attacco calabro. Al 6’ Gagno è prodigioso su Mosti, ma si deve inchinare pochi attimi dopo su corner di Petriccione, “prolunga” di Antonini e gol sottomisura da zero metri di Verrengia: 2-1 ospite. Al 12’ è l’esordiente Pellizzari a provare la via di un rapido pareggio. Ma è solo palo per lui. Il Vicenza, però, non ci sta e resta stabilmente in avanti. Tant’è vero che al 18’ ancora Pellizzari chiama Pigliacelli al grande intervento. Al 21’ Alessio e Moncini lavorano per offrire a Valoti l’occasione per il pari, ma Pigliacelli non è di nuovo d’accordo, opponendosi con il corpo. Alla mezz’ora Koffi prova a chiudere il match, ma non ci riesce. E quindi al 33’ il subentrato Pietrelli, sebbene stavolta non libero come Costa, imita il compagno e fa 2-2. Meritato. Manca ancora un bel po’, se si pensa anche al recupero, ma la stanchezza si fa sentire in particolare in questo periodo dell’anno con le gambe dei calciatori imballate dai pesanti carichi di lavoro imposti dalla preparazione estiva, e la gara prosegue a… strappi. Ma il Vicenza continua a dar l’impressione di crederci di più. E così, quasi al 45’, sugli sviluppi di una rimessa laterale sulla trequarti Rauti confeziona un assist per Morra che con una rasoiata rasoterra (scusate il bisticcio di parole) fulmina un non certo irreprensibile Pigliacelli. Finisce 3-2.
Conclusioni:
Catanzaro due volte avanti, ma sempre ripreso e poi nel finale addirittura… ribaltato da un Vicenza assai più pimpante e volitivo. Che non si è (mai) abbattuto. Da denotare, però, che due dei tre gol dei veneti sono giunti su clamorose “topiche” della difesa (e del portiere) avversaria.
