Riceviamo e pubblichiamo
L’incontro tra Azienda Zero e le organizzazioni sindacali in merito allo stato di avanzamento del processo di transizione e al passaggio di funzioni del sistema di Emergenza – Urgenza 118, non ha fatto altro che cristallizzare le criticità e le preoccupazioni già espresse.
Lo afferma la Fp Cgil Calabria sottolineando anche che solo ora le altre sigle sindacali sembrano avene preso contezza.
“In questo contesto – fa notare il sindacalista – l’elevata percentuale di personale che ha scelto di non aderire al transito verso Azienda Zero costituisce un dato politico di straordinaria portata, che impone ai vertici aziendali e regionali una riflessione profonda sulla sostenibilità complessiva dell’impianto progettuale, pur prendendo atto che l’Azienda ha garantito la possibilità di un ripensamento per chi ha espresso volontà di transito. Sul piano della tenuta economico-finanziaria, la transizione desta forte allarme poiché i ritardi e le prassi burocratiche rischiano di scaricarsi direttamente sulle retribuzioni dei lavoratori. Ad oggi, Azienda Zero risulta priva di un bilancio proprio ed è nell’impossibilità di procedere alla formale costituzione dei fondi contrattuali, determinando il rischio concreto che tali inefficienze amministrative compromettano la tempestiva erogazione del salario accessorio”.
“Per quanto concerne l’attività formativa, Fp Cgil Calabria prende atto dell’impegno dichiarato da Azienda Zero per potenziare i percorsi per il personale dell’Emergenza-Urgenza nella sede di Lamezia Terme, estendendoli anche agli operatori dei Pronto Soccorso e ai soggetti non dipendenti del 118.
Per la sorveglianza sanitaria – spiega il sindacato – la titolarità della funzione rimane in capo ad Azienda Zero, avvalendosi del supporto operativo delle Asp e delle Aziende Ospedaliere. Parallelamente, l’intera architettura delle relazioni sindacali e della rappresentanza all’interno di Azienda Zero appare ad oggi priva di una struttura consolidata, riducendosi a un quadro ancora interamente in fase di definizione dove alle manifestazioni di intento e ai buoni propositi si contrappone una realtà organizzativa improntata alla precarietà e al lavoro in itinere”.
“Confermiamo le nostre riserve rispetto all’accordo firmato da altre organizzazioni sindacali, riserve che erano e rimangono legate alle mille incertezze che neanche oggi, nonostante la buona volontà dei vertici di Azienda Zero, sono state risolte. Proprio per questo, la Fp Cgil – conclude – manterrà un presidio vigile e costante su ogni singola fase dell’evoluzione organizzativa, pronti ad intervenire in qualsiasi sede per la tutela intransigente dei diritti, delle professionalità e delle aspettative di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”.