Sampdoria-Catanzaro è un match che sulla carta non avrebbe bisogno di presentazioni. La squadra ospite, per essere espressione di una società del profondo Sud, ha detto la sua nella storia del calcio italiano, soprattutto negli anni ‘60-’70-’80, mentre quella ligure, dietro alle big three: Milan, Juve e Inter, ha proprio scritto la storia con uno Scudetto, varie Coppe tra cui una delle Coppe e una finale Champions persa ai supplementari. Al di là di tutto, oggi si fronteggiano per migliorare la rispettiva classifica, volando molto più in basso degli anni d’oro. In particolare la Samp, naturalmente. C’è da dire, però, che nell match affidato alla direzione del talentuoso 34enne Giovanni Ayroldi della sezione Aia di Molfetta in provincia di Bari (leggi qui: https://irriverentemente.com/sampdoria-catanzaro-a-marassi-fischia-ayroldi-di-molfetta/), oggi non a caso visionato dal vivo dal designatore Can Daniele Orsato di Schio (Vi), parrebbe facile pronosticare il pari. Considerato come le contendenti abbiano impattato tutti gli ultimi quattro confronti diretti in B con nessuna delle due squadre in grado di vantare una serie tanto aperta di pareggi più lunga nella competizione.
Primo tempo:
La partita carbura lentamente, ma si stappa al 15’ sull’asse Pafundi-Koffi nelle file calabre. Lancio illuminante dell’ex Azzurro, ma il compagno ivoriano è in fuorigioco e per giunta sbaglia sparando sul portiere sampdoriano Vindhal. Al 21’ è invece Insigne, sul fronte opposto, a provare il più classico dei suoi tiri a giro. Nulla di fatto. Passano circa 45” e Lauritsen aziona Henderson che esalta le doti di Pigliacelli in uscita bassa alla… disperata. Alla mezz’ora palo di testa di Abildgaard. Poi, al 36’, “quasi per caso” un fin lì sonnacchioso Catanzaro colpisce il palo in contropiede con Iemmello, che tenta la giocata di… giustezza quasi in stile futsal, e pochi istanti dopo con Mosti. Che saggia un Vindhal nell’occasione super. È Verschaeren, poi, a dare l’impressione di chiudere il computo delle azioni degne di nota di un godibile primo tempo al 39’. Ma così non è, perché su un’innocua palla di Iemmello al 3’ abbondante di recupero è Gartenmann a “suicidarsi” (sul piano calcistico, come ovvio) con un’autorete degna del… famigerato Niccolai del Cagliari.
Secondo tempo:
Inizia la ripresa con la Samp che schiuma rabbia. E non potrebbe essere altrimenti per com’è andata sotto, in modo degno di Mai dire gol cioè, proprio sui titoli di coda della prima frazione. Ma la frenesia dei minuti iniziali genera soltanto “volume e confusione”. Fino al 6’, tuttavia. Quando Di Pardo, Henderson e Insigne, confezionano (anzi, per la verità confezionerebbero) il pari. Perché il già campione d’Europa con la Nazionale del Ct Roberto Mancini nel ‘21 è in fuorigioco. Niente 1-1, quindi. Ma appuntamento rinviato di appena 180” con lo stesso Insigne che stavolta sì infiocchetta il pareggio. Blucerchiati in questa fase… feroci a caccia dei tre punti con un Marassi tambureggiante nel sostenere i suoi. Al 18’ Verschaeren viene spinto in area da Mosti, Ayroldi sorvola. Mentre pochi secondi l’arbitro più tardi si mostra viceversa assai meno “benevolo” con Abildgaard, espulso per un placcaggio e soprattutto intervento da dietro sulla caviglia di Pafundi. Al 21’ Insigne prova un’ultima giocata prima di gettare la spugna: non ne ha più e si vede, chiedendo platealmente il cambio. Al 33’ Di Pardo fa il favore di tenere Pecorino in gioco, ma il giallorosso sparacchia alto malamente. Così come al 39’, ma da posizione meno invitante della precedente. Ma a 5’ dalla fine Antonini e soprattutto Candela restituiscono il favore ai genovesi con Begic che ne approfitta e ribalta il match. Intanto si arriva al 90’ e al recupero: 6’.
Conclusioni:
Eccolo lì, un altro pari (l’ennesimo) tra Samp e Catanzaro è servito? No, momento! Perché a meno di 5’ dalla fine le Aquile decidono di fare harakiri. E alla Gorgone-band non va più di lusso con tutti gli episodi chiave a favore fino a quel momento.
