Le foto pubblicate sono una gentile concessione della famiglia Blasco, che ci ha anche autorizzato a divulgare la foto, non oscurata, del minore ritratto (nipote di Fabio)

Potremmo scrivere un… poema per omaggiare debitamente la figura mirabile di Fabio Blasco. E invece faremo l’esatto contrario.

Spenderemo (per quanto si può, nella circostanza) poche parole. O “battute”, come si dice in gergo giornalistico per dare una misura alla lunghezza dei pezzi. Gli articoli cioè, uscendo dal gergo, che caratterizzano la quotidianità di chi, proprio come lui, ne ha scritti migliaia e migliaia, da autorevole e apprezzato corrispondente de La Gazzetta dello Sport.

Sempre al seguito dell’amato Catanzaro, dagli anni ruggenti della A e delle grandi cavalcate delle Aquile stesse in Coppa Italia a quelli deprimenti e anonimi della… 4. Serie. Ma con pari entusiasmo, passione, piglio e professionalità.

Un esempio di dedizione al lavoro, anche se non l’unico svolto peraltro. Era infatti pure dirigente pubblico, ma anche negli ultimi anni prima di un meritato riposo in famiglia avvocato. Quello che ci piace ricordare di lui, però, è soprattutto l’esempio di uomo, padre e marito esemplare. Che, pur nell’apparenza di un carattere un po’ “spigoloso”, sapeva invece regalare una straordinaria umanità. E anche simpatia. Che ci riporta alla mente, in particolare, un pranzo a casa sua di quasi 25 anni fa. Ospite, tra gli altri, il per lui fraterno amico Gianni Improta a cui raccontare aneddoti del passato e regalare frasi finemente spiritose da parte di Fabio.

Senza contare che, se noi abbiamo iniziato a collaborare con Il Domani e quindi di fatto a scrivere ancora oggi, lo dobbiamo al figlio Salvatore, alto funzionario e servitore dello Stato a cui il brillante padre aveva trasmesso la viscerale “passionaccia” per il non semplice ma affascinante mestiere del cronista.

E questo è anche il motivo per cui, con sentimenti di gratitudine e commozione, ci stringiamo in questo momento di profondo dolore attorno a Salvatore. Così come facciamo con la sorella Sabrina, anche lei apprezzato dirigente pubblico, e la loro deliziosa mamma Patrizia Giordano, già stimatissima insegnante e all’adorato nipotino. Ecco dunque perché, stiamo dando una notizia che mai avremmo voluto dare.

E che abbiamo tuttavia commentato solo con poche righe, o battute appunto, per omaggiare un collega, se ce lo consente Fabio, il quale avrebbe gradito così.

Domani, comunque, andrà a lui l’ultimo commosso saluto. Alle ore 11, nella chiesa di San Salvatore, a Viale De Filippis. Dove siamo certi che gli giungerà non solo l’amore dei più stretti congiunti, familiari e persone a lui vicine e care, ma anche l’affetto di tantissimi catanzaresi. Persone che, magari, lo hanno conosciuto, e apprezzato, solo di vista. O, meglio ancora nel caso di specie, di… firma. A noi, però, piace immaginarlo ancora sugli spalti, o in tribuna stampa, del Nicola Ceravolo o di San Siro, considerato un’altra cosa che, idealmente, ci univa: il tifo per il Milan.

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