Riceviamo e pubblichiamo

Dalla trasgressione degli anni Ottanta al Parlamento: la donna che trasformò il proprio corpo, il proprio personaggio e la provocazione in uno strumento politico sarà la super ospite della grande festa dedicata agli anni ’80.

A distanza di quasi quarant’anni da quella storica elezione, Ilona Staller continua a essere una figura riconoscibile ben oltre i confini italiani, la cui storia ha attraversato la cultura pop, la politica e la società.

Ma è soprattutto il personaggio pubblico ad avere resistito al tempo: Cicciolina è diventata una delle icone più immediatamente riconoscibili dell’immaginario italiano degli anni Ottanta, proprio perché riuscì a trasformare la provocazione in un linguaggio.

E adesso quella stessa icona arriverà a Soverato (Cz).

Una scelta che, per una festa nata per far rivivere gli anni Ottanta, non poteva essere più coerente.

Perché se il tema di questa edizione è la politica, allora era necessario andare coraggiosamente ben oltre i partiti e i simboli.

Bisognava cercare 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮.

Quella che passava dalla televisione, dalla musica, dalla moda, dal corpo, dai nuovi costumi e dalla voglia di rompere le regole.

E allora, per una notte, anche il Parlamento arriva sulla dancefloor.

Con un’icona che dal Parlamento è passata alla storia.

Un nome che non ha bisogno di presentazioni, ma che merita di essere raccontato al di là dell’icona e dello scandalo.

Perché Cicciolina non è solo uno dei personaggi più riconoscibili della cultura popolare italiana degli anni Ottanta.

È stata un fenomeno politico, mediatico e sociale.

Una figura capace di attraversare mondi apparentemente inconciliabili: cinema erotico, radio, televisione, musica, arte, provocazione e politica.

E proprio la politica la portò, nel 1987, fino al luogo che sembrava più distante possibile dal suo universo: il Parlamento italiano.

Candidata nelle liste del 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲, Ilona Staller venne eletta alla Camera dei deputati.

La sua elezione ebbe una risonanza internazionale enorme: i principali giornali stranieri raccontarono l’arrivo a Montecitorio di quella che veniva indicata come la prima attrice pornografica eletta in un parlamento nazionale.

Il giorno dell’insediamento, la stampa internazionale dedicò a lei un’attenzione quasi superiore a quella riservata ai protagonisti della politica tradizionale.

Il Washington Post raccontò come l’ingresso di Cicciolina alla Camera fosse diventato uno degli eventi più osservati dell’apertura della nuova legislatura.

Ma ridurre quella vicenda a una semplice provocazione sarebbe un errore.

La candidatura di Cicciolina si inseriva infatti nel clima irripetibile di un’Italia che negli anni Settanta e Ottanta aveva messo in discussione molti dei propri tabù: il rapporto con il corpo, la sessualità, la famiglia, il ruolo della donna, la morale pubblica, la libertà individuale.

Temi che il Partito Radicale portava dentro una politica spesso anticonvenzionale e che Staller trasformò in una forma di comunicazione ancora più radicale, spettacolare e popolare.

La sua campagna elettorale fu costruita rompendo deliberatamente le regole della comunicazione politica dell’epoca.

Mentre i candidati tradizionali parlavano dai palchi e attraverso i manifesti elettorali,

Cicciolina utilizzava il proprio corpo, il proprio personaggio e la provocazione come strumenti di comunicazione politica.

Una strategia che scandalizzava, divertiva, divideva e soprattutto faceva parlare.

La stampa internazionale seguì ogni passaggio della sua campagna.

Celebre diventò persino uno dei suoi slogan più chiacchierati: 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲.

Era, a tutti gli effetti, la politica trasformata in spettacolo.

Ma era anche lo spettacolo che entrava nella politica.

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