Carcere

Riceviamo e pubblichiamo

Oggi, una nutrita delegazione della Camera Penale “Alfredo Cantàfora”  farà visita all’istituto penitenziario Ugo Caridi di Catanzaro nell’ambito dell’iniziativa Ristretti in agosto.

Promossa dall’Unione delle camere penali italiane per portare gli avvocati penalisti nelle carceri e verificare direttamente le condizioni detentive e la quotidianità delle persone ristrette.

La delegazione sarà guidata dal presidente Francesco Iacopino e vedrà la partecipazione, fra gli altri, del componente di Giunta Ucpi Valerio Murgano, della presidente dell’Ordine Enza Matacera.

La visita, che prevede anche l’accesso alle sezioni detentive, nasce dalla volontà dei penalisti italiani di guardare da vicino una realtà che, troppo spesso, rimane invisibile alla società: quella di un carcere segnato dal sovraffollamento, dai suicidi, dalla sofferenza e da condizioni di vita che impongono attenzione e responsabilità.

Perché il carcere non può essere conosciuto soltanto attraverso i numeri: bisogna entrarci, vedere, ascoltare.
La Costituzione non mette i diritti fuori dalla porta del carcere.

L’articolo 2 li riconosce e li garantisce anche nelle formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dell’individuo.

E il carcere è una di queste.

La persona detenuta ha perso la libertà, ma non può essere privata anche della dignità.

Non ha smesso di essere una persona.

Non ha smesso di appartenere alla comunità.

I valori laici sui quali è edificata la nostra civiltà del diritto ci ricordano che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Ancora, che lo Stato deve creare le condizioni perché il percorso di recupero sia reale, perché chi ha sbagliato possa reinserirsi “riabilitato” nel corpo sociale.

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