Catanzaro: “protagonista” assoluto della nostra 72. foto della settimana immancabilmente l’ennesimo cartello elettorale che si andrebbe costituendo solo per tentare di vincere le Comunali (stavolta nel 2027), con dentro di tutto basta che ci voglia stare. Che si è disvelato pochi giorni fa. Si tratta del movimento di Francesco Pitaro, che però sarebbe stato sabotato quasi prim’ancora di presentarsi ai nastri di partenza. Perché già sarebbe stato debole, restando confinato negli steccati della sinistra in cui difficilmente poteva spuntarla a patto di non diventare un bel “fritto misto” con una composizione da… brividi. Ovvero una squadra che andasse da Jasmine Cristallo (la quale, voti o non voti personali, comunque sulle scelte locali incide eccome), con il placet e l’inserimento del maggiorente non catanzarese Ernesto Alecci, al gruppo Celia-Iemma, passando per quanto resta della compagine fioritiana dopo 4 anni di governo cittadino sotto la Lega mancusiana. Un capolavoro di contorsionismo politico, insomma. Ma poteva pure starci, considerato come a Catanzaro il miraggio della… mazzicogna (termine gergale che include molte cose) faccia miracoli e anche di più. Tanto che non ci stupisce più niente, ormai.
“Piatto ricco, ci ficchiamo”!
Alla luce di quanto fin qui scritto, noi pregustavamo già (ma è solo un piccolissimo e marginale esempio) la campagna elettorale pro Pitaro di un consigliere comunale come Gregorio Buccolieri. Che alla vigilia delle Regionali del ‘21, per usare un eufemismo, non era certo un tifoso del peraltro suo collega avvocato. Ma, si sa, che a Catanzaro, in politica e non, in parecchi tengono molto in considerazione il noto adagio secondo cui solo gli stupidi non cambiano idea. E, sul punto, potremmo anche concordare. Salvo il fatto che, essendo arcinoto quanto cambi idea (e posizione) la stragrande maggioranza dei catanzaresi, in politica (e non) pure nell’arco di una sola notte in cui è disposta a “vendersi la mamma” per i suoi interessi, la città dovrebbe essere quella dei Premi Nobel ben oltre al solo Renato Dulbecco.
Il “gelato pitariano” si è squagliato come neve al sole in poche ore per via del… fenomeno (politico) Iemma?
Al di là di tutto, la… variegata composizione Kommunista del nuovo soggetto in campo si sarebbe sgretolata prima ancora di mettersi insieme. Motivo? Gli appetiti politici di una Iemma la quale dovrebbe pubblicare, ed è un complimento quello che stiamo per farle lo giuriamo, un trattato. Anzi un tomo enciclopedico, sul minimo sforzo e la massima resa. Vale a dire su come, nello specifico, una figura con massimo 2-300 voti personali (e siamo molto di manica larga!) in ambito cittadino, più tutti quelli del grande sponsor Fabio Celia, si possa arrivare a fare vicesindaco, candidata a Regionali e Camera (sebbene con sconfitte in serie) e ora si ambisca addirittura all’investitura di aspirante sindaco. Roba da far impallidire la moltiplicazione biblica dei pani e dei pesci.
La candidatura Iemma è, secondo noi, un altro… non senso politico, peraltro l’ennesimo del capoluogo
Il progetto sindaco-Iemma o Iemma-sindaco, se preferite, è secondo noi un altro “non senso politico”, peraltro l’ennesimo del capoluogo, con zero possibilità di successo. E con futuro protagonista indiretto un Celia che ancora ieri si lamentava per le periferie abbandonate, mentre appena tra qualche mese dovrebbe girare per portare i voti a Iemma quale numero 2, ed emblema assoluto, di un’Amministrazione da lui stesso definita fallimentare e trasformista. E che, come non bastasse, se ha nel primo cittadino Nicola Fiorita il colpevole principale, come dice e fa scrivere sui giornali sempre il buon Fabio, ha nella vice e pluriassessore colei che porta la bandiera (e non certo quella Blu del mare) del medesimo sfascio amministrativo cittadino. Dai su, tutto questo, non è meraviglioso?
E Jas, che fa?
Ma ancor più bello, seppur surreale, di quanto fin qui scritto, lo è la possibile risposta su cosa farà una Cristallo alla spasmodica ricerca di un ingresso a Montecitorio nel ‘27. Un quesito cioè relativo al dubbio se lascerà un Pitaro “sedotto e bidonato”, dopo avergli promesso da tempo immemore che lo avrebbe fatto correre sotto… le insegne Democrat, un po’ come hs fatto con la “povera” Amalia Bruni alle Regionali di inizio autunno scorso. Perché, se così accadesse, dovrebbe sedersi al tavolo con un Celia da lei stessa “dimissionato” a ogni costo dai Dem. Spettacolo puro, insomma, se davvero… . E noi non vediamo l’ora per poter scrivere decine di pezzi con notizie e retroscena politici sfiziosissimi.
La “sindrome del candidato” di Pitaro
Pitaro è un ottimo professionista e un politico capace. Noi, sia perché siamo dichiaratamente di destra e sia perché non ci piace quasi nessun politico di qualunque schieramento (sia chiaro!), non siamo certo suoi fan. Ma questo non ci impedisce di dire che non sarebbe il peggio. Anzi. Almeno sulla carta e per quel che passa il… convento. Precisato ciò, però, ci pare paghi la “sindrome del candidato”, che con queste premesse lo avrebbe comunque portato a scendere in campo in modo elettoralmente parlando cieco e avventato come del resto fatto alle Regionali del 2025. Staremo a vedere, però. Mentre siamo certi che alle Comunali verosimilmente in programma tra 12 mesi, ci divertiremo.