Fonte Gdf
Nelle prime ore della mattina carabinieri e finanzieri di Vibo ha eseguito un “sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente”, dell’ammontare di circa € 462.460, nei confronti di 11 persone.
Le quali, dal 2015-2024, si sono appropriate di somme sottratte a un ente pubblico locale del vibonese.
Il provvedimento scaturisce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione Carabinieri da parte di alcuni amministratori dell’ente relativa a delle incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dall’ente e gli effettivi beneficiari.
La Procura di Vibo, prontamente informata dagli operanti, ha in prima battuta disposto immediati sequestri preventivi per l’ammontare di oltre € 200.000 nei confronti degli indagati iniziali e ampliato il ventaglio delle forze in campo interessando la Gdf di Vibo.
Che ha provveduto, per il periodo 2015-2025, all’analitica disamina della contabilità dell’ente pubblico, individuando oltre 228 mandati di pagamento illeciti.
Sulla base di quanto accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il principale indagato risponde del delitto di peculato per essersi appropriato di ulteriori somme per € 179.002,17 in via autonoma ed in concorso con altri 10 indagati per complessivi € 283.458.
Le indagini hanno, quindi, evidenziato un quadro della situazione ancor più torbido, disvelando l’esistenza di un articolato meccanismo attraverso il quale, ingenti somme di denaro, quantificate in ulteriori € 462.460, appartenenti ad un comune delle serre vibonesi, venivano drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati imprenditori, associazioni ed enti con esso concorrenti.
Il sistema vedeva, quale principale protagonista, il responsabile dell’area “affari generali” dell’Ente Pubblico, in quiescenza dal gennaio 2022 e, successivamente, collaboratore della medesima area fino all’ottobre del 2024, il quale, in ragione dell’incarico ricoperto, gestiva in via diretta i pagamenti dell’ente Pubblico, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento, risultando di fatto, negli anni, l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili.
In particolare, l’indagato avrebbe proceduto alla distrazione di risorse dell’Ente mediante la liquidazione di falsi mandati di pagamento in favore di terzi (sia essi professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni) privi di qualsiasi titolo creditorio (totale assenza di documentazione giustificativa).
Nei casi in cui il denaro confluiva direttamente nella disponibilità dell’indagato, i soggetti terzi sono risultati estranei alle indagini. In altre ipotesi, le investigazioni hanno permesso di contestare la fattispecie di concorso nel delitto di peculato unitamente al citato ex dipendente.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo, all’esito delle indagini ha disposto il sequestro di liquidità e in via alternativa per equivalente sui beni nella disponibilità di tutti gli 11 indagati.
Nello specifico, sono stati sequestrati i conti correnti, gli immobili ed altri beni mobili registrati in pregiudizio degli indagati, per l’intero ammontare indicato nel provvedimento giudiziario.
Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio di legalità nel territorio vibonese, assicurato dalla Procura di Vibo a tutela della Pa in stretta sinergia con le forze polizia.
Si evidenzia che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini.
E dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.