Iniziamo dalla fine, ovvero dalle tante… sceneggiate politiche che hanno animato l’ultimo consiglio comunale.
Quello che passerà alla storia come il grande “dono” al tycoon più potente della città. Che, a nostro avviso, a Palazzo De Nobili porta la firma in calce di sindaco, componenti della Giunta e del Consiglio. Di tutti, indistintamente, insomma.
I quali si sa, per vocazione e convenienza, sono inclini ad accodarsi subito e senza fiatare al sì de… L’Uomo del Monte, non essendoci purtroppo più nel capoluogo un Sergio Abramo (da noi contrastato e criticato pubblicamente assai spesso, peraltro) che nel 2017 fu capace di dire di no, vincere e mettere chiunque “a cuccia”. Ecco perché ormai noi, rassegnati, non possiamo che ricorrere all’ironia.
Un modo gentile per sfogare la nostra insofferenza nei confronti di una città incurabilmente malata e destinata a un tragico avvenire, per cui chi può se ne scappi.
E scappi anche da questa vicenda di Giovino. Che, sempre secondo noi, prende le mosse dalle dimissioni farsa di sei mesi fa.
Aventi l’unico scopo di mandare un chiaro messaggio politico trasversale al sindaco Nicola Fiorita sugli intendimenti per il futuro (come al solito scritto solo da noi, già allora. Leggi qui: https://irriverentemente.com/comune-catanzaro-poveri-cittadini-vi-diranno-che-destra-ha-sbagliato-conti-e-fiorita-rivinto-e-ci-crederete-poi-arrivera-ok-consiglio-a-varianti-urbanistiche-care-a-nota-mano-e-se/).
Ragion per cui ci piace sottolineare le assenze al civico consesso in questione di Sergio Costanzo (destra) e Gregorio Buccolieri (sinistra).
I due, infatti, come il Cosimo (il grande Memmo Carotenuto) de I soliti ignoti, che andava a Fondi per avere l’alibi quando si faceva il… colpo, hanno preferito non presentarsi in Aula secondo il motto: “Io non c’ero e se c’ero, dormivo”. Fenomenale!
Ma impareggiabile anche il no, colpo da maestro, di Fiorita & Co., buono per salvare le apparenze, dar voce ai tifosoni aventi causa e fregare i fessi.
Così come, da incorniciare, le dichiarazioni Facebook del consigliere Francesco Scarpino, scritte e poi ripetute a voce riuscendo a non ridere.
Sempre più emblema di questa consiliatura nella sua disarmante globalità: “Io appoggio l’iniziativa imprenditoriale dei grandi progetti”. Altro da aggiungere?
Sì, in verità, un “Ps” vagamente letterario per sfogare la nostra frustrazione e la vergogna di essere catanzaresi: «Ahi serva Catanzaro, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!»
Riceviamo e pubblichiamo (da Pitaro F.)
“Deplorevole eticamente e politicamente autodistruttiva. Quasi come infischiarsene sia dell’intelligenza dei cittadini (che tuttavia vedono, parlano e vigilano), che della grave sfiducia, nelle istituzioni e nel sistema politico, alimentata da simili comportamenti.
Per le modalità con cui si è svolta, il confusionario scambio di ruoli (involontario?) tra ‘maggioranza’, opposizione e ‘mondo di mezzo’, la volontà del sindaco clamorosamente soccombente e per l’assenza di trasparenza, su ciò che dovrebbe diventare il campo di calcio di Giovino, la ‘pratica’ approvata ieri dal consiglio comunale, rappresenta un’altra triste pagine dell’abbrutimento della politica catanzarese.
Una politica priva di bussola e persino di amor proprio, dissociata dai bisogni reali dei cittadini.
E senza una visione complessiva dei problemi e di ciò che occorra fare – sempre coniugando il rispetto dell’ambiente con le iniziative imprenditoriali – per fermare il declino e vincere le sfide necessarie a renderla una città importante del Mezzogiorno.
Se si deve andare avanti per un altro anno, con manifestazioni di questa sconfortante portata, che rendono lo spazio politico minato e intollerante alle buone idee e alla progettualità innovativa.
E in cui tutto può accadere senza che si avverta neppure la necessità di fornire convincenti spiegazioni su quanto si approva (evidentemente nell’errata convinzione che l’occupazione pro tempore della poltrona comunale renda l’esercizio del singoli consiglieri legibus solutus), sarebbe meglio – e nell’interesse generale! – chiudere con immediatezza questa brutta consiliatura”.