Riceviamo e pubblichiamo
Alla farmacia territoriale distrettuale di Soverato (Cz), secondo quanto denunciato, cittadini anziani, malati e fragili sarebbero costretti ad attendere in condizioni indecorose per ritirare farmaci indispensabili.
Il servizio verrebbe svolto in locali estremamente ridotti, con pochi posti a sedere, senza servizi igienici adeguati per l’utenza.
E con persone costrette ad attendere in piedi o all’esterno prima di poter accedere alla distribuzione dei medicinali.
È un’immagine che dovrebbe far arrossire chiunque abbia responsabilità nella gestione della sanità pubblica.
Perché non stiamo parlando di una fila qualunque. Stiamo parlando di persone anziane, malate, disabili, fragili.
Persone che spesso affrontano terapie pesanti, patologie croniche, difficoltà fisiche ed economiche. Persone che non chiedono un privilegio, ma il minimo: essere accolte con rispetto mentre esercitano il diritto di curarsi.
Una sanità che costringe chi sta male ad attendere in condizioni indecorose non è soltanto una sanità in affanno.
È una sanità che dimentica le persone.
La distribuzione territoriale dei farmaci non può essere trattata come una pratica da smaltire in qualunque stanza libera.
Non può diventare l’ennesimo percorso a ostacoli per chi è già provato dalla malattia.
Non può scaricare sulle spalle dei cittadini più deboli il peso di disorganizzazione, ritardi e inerzie amministrative.
Il Codacons chiede all’Asp di Catanzaro e alla Regione un intervento immediato, concreto e verificabile.
Si chiede di accertare subito le reali condizioni dei locali attualmente destinati alla farmacia territoriale distrettuale di Soverato;
di verificare la conformità degli spazi sotto il profilo igienico-sanitario, dell’accessibilità e della sicurezza; di garantire immediatamente sedute adeguate, riparo per l’attesa, servizi igienici fruibili e percorsi ordinati per l’utenza fragile;
di individuare, ove necessario, locali alternativi idonei;
di comunicare pubblicamente tempi e modalità degli interventi.
Non bastano rassicurazioni. Non bastano sopralluoghi annunciati.
Non bastano parole buone per spegnere l’indignazione.
Il Codacons pretende che l’Asp di Catanzaro e la Regione restituiscano immediatamente dignità a questo servizio.
Non si chiede un favore, né un intervento di cortesia: si chiede che persone anziane, malate, disabili o fragili non siano più costrette ad attendere in piedi, all’esterno o in locali inadeguati per ottenere farmaci indispensabili.
Chi entra in una farmacia distrettuale porta spesso con sé una diagnosi, una terapia, una paura, una fatica quotidiana.
Davanti a quella fragilità, lo Stato non può rispondere con una stanza angusta, una sedia che manca e una porta chiusa.
Il diritto alla salute non comincia allo sportello, quando il farmaco viene consegnato. Comincia prima: dal modo in cui una persona viene accolta, fatta attendere, rispettata.
Chi ha bisogno di curarsi non può essere trattato come un peso da smaltire in fila. La dignità non è un accessorio del servizio sanitario: ne è la prima condizione.
