“Vedi Bolzano e poi muori”. O non era così. No, probabilmente no. Ma ai tifosi del Catanzaro, pur non essendo la bellissima Napoli del celebre detto, considerata la sua storia calcistica recente la città altoatesina un po’ di timore lo incute. Soprattutto alla luce del rendimento balbettante (in particolare nella finora sgangherata difesa) della Gorgone-band in quest’avvio di stagione. Mentre i “tedeschi”, ma italianissimi geograficamente parlando, del Sudtirol di mister Possanzini (l’amicone di capitan Iemmello. Leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-sudtirol-storie-tese-possanzini-iemmello-ne-parla-cesari-a-coppa-italia-live-su-italia1/) sono in gas. Forti di una partenza caratterizzata dalla sorprendente eliminazione proprio delle Aquile ai 16. di Coppa Italia maggiore ai rigori nel “cantiere” del Nicola Ceravolo, dopo una partita in… rimonta nell’ormai ricorrente piovoso giorno di Ferragosto sui Tre Colli; del successo interno ottenuto ai danni dell’Entella Chiavari all’esordio in campionato e, infine, del pareggio strappato a Benevento sei giorni fa. Partita già delicata, quindi, quella del Druso, affidata alla direzione del giovane arbitro Mazzoni di Prato (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=33056).
Primo tempo:
Abituati alle partenze scoppiettanti nei tre precedenti match, tra Coppa e campionato, della stagione sportiva in corso da poco del Catanzaro, al Druso di Bolzano oggi nella gara con il Sudtirol invece c’è da farsi un caffè “forte” per evitare di soccombere al canonico abbiocco postprandiale. Di emozioni vere, infatti, nemmeno l’ombra. Eccetto, si fa per dire, una sortita del mobile Koffi in apertura del match per gli ospiti (4’). Robetta, comunque. E così si arriva, soporiferamente, al 24’ con l’hydration (o meglio, cooling) break. Alla mezz’ora, dopo il… time-out climatico, lancio d’oro di Molina per Vasco Lopes. Ma un attento portiere dei calabresi (Pigliacelli) spazza di piede in uscita “altissima”, addirittura nella sua trequarti, evitando guai seri. E nei minuti successivi, malgrado gli insidiosi tiri del solito Lopes e di uno degli ex di turno Rispoli neutralizzati da Pigliacelli, finisce, stancamente ribadiamo, sul logico 0-0 un primo tempo che, caldo o non caldo, si rivela “bruttino anziché no!”, come avrebbe chiosato il grande Flavio Tranquillo dai microfoni di Sky Sport.
Secondo tempo:
Inizia la ripresa e dopo meno di 30’’ i locali provano a farsi male più che altro da soli, ma Mosti pur lesto viene anticipato da un… chirurgico Stivanello per un soffio prima di battere a rete. Risultato? Solo corner per le Aquile. Poi la partita torna a essere brutta, lenta, per nulla spumeggiante, mentre le varie comunicazioni dello speaker dello stadio in “lingua germanica” sono… pura poesia! Al 21’, però, quasi dal nulla Alesi, servito da Mosti, timbra una clamorosa traversa a Plizzari battuto. Ma, purtroppo per Iemmello & Co., è solo una sgasata. Bella ma isolata. E al 24’ intanto, il sig. Mazzoni fischia e rimanda tutti a bere liquidi reidratanti e refrigeranti. Si riprende al 27’, dopo l’infortunio a Verrengia (rilevato da Pecorino) e una delle varie immancabili girandole di cambi su un fronte e sull’altro. Ma a 5’ dal termine, quasi da nulla, Burnete inventa. Sudtirol avanti. E al 44’, come se non bastasse, piove sul bagnato: azione fotocopia dei bolzanini e raddoppio di Mixtur. Partono, quindi, ben 6’ di recupero con il prolungamento. Ma niente da fare per i giallorossi di Calabria.
Conclusioni:
Vedi Bolzano e poi muori! Lo ribadiamo, come in apertura. Perché per il Catanzaro di mister Gorgone, adesso, è davvero notte fonda con zero punti e ultimo desolante posto.
