Pisa-CatanzaroPisa-Catanzaro

Pisa-Catanzaro è una gara, almeno sulla carta, con una lettura chiara. I toscani sono infatti a caccia dei tre punti per dare corpo all’obiettivo dichiarato di immediato ritorno in A, dopo la bruciante retrocessione di qualche mese fa. Mentre i calabri sono invece alla ricerca della loro identità dopo la A mancata per un soffio nella sfortunata finale playoff con il Monza sempre nella scorsa stagione. Giallorossi a cui, diciamolo con chiarezza, un pari alla Cetilar Arena-Romeo Anconetani potrebbe andar più che bene. Quantomeno prima del fischio di apertura del giovane e talentuoso arbitro del match Ruben Alberto Arena della sezione Aia di Torre del Greco (Na, leggi qui: https://irriverentemente.com/pisa-catanzaro-arbitra-arena-jr-di-torre-dg-na-e-per-aquile-altro-ddg-top-che-ha-gia-quasi-superato-il-papa-dopo-lesperto-la-penna-8-giorni-fa-a-vicenza/). Ddg che avrà dunque un compito non semplice in una partita nient’affatto scontata. 

Primo tempo:

Pisa e Catanzaro, rispettivamente sconfitte in casa dal Padova e fuori dal Vicenza una settimana “abbondante” fa, come detto in premessa dopo una stagione culminata con una A persa, per retrocessione o mancata promozione, sono già abbastanza ingolosite dai punti in palio nel confronto diretto sebbene si sia ancora a fine agosto. E appena alla 2. di campionato. Comunque sia, a tentare di stappare la partita ci pensa Tramoni al 6’. A cui però Pigliacelli, con l’aiuto di Verrengia, dice di no, malgrado una deviazione… maligna.

Il Pisa reclama il gol, sperando che il pallone abbia interamente varcato la linea ma il Var, non essendoci in B la gol line technology, lo smentisce. Subito dopo, al 9’ e 10’, portiere dei calabri ancora prodigioso sui colpi di testa di Leris e, soprattutto, Canestrelli. Intanto, nel Catanzaro, si è fatto male D’Alessandro, rilevato da Dorval. Ma la squadra di mister Giorgio Gorgone reagisce e al 12’ Koffi costringe Confente a un intervento non certo ordinario per evitare “guai”. Al 21’, tuttavia, lo stesso Confente nulla può su incornata di Iemmello servito da Candela. Al 27’, invece, gli ospiti rivedono i… fantasmi veneti. E incassano l’1 a 1 ancora di testa e, ancora, sugli sviluppi di un corner come al Romeo Menti.

Alla mezz’ora poi, in circa 30”, prima Angori spaventa Pigliacelli e a seguire su ennesima grave disattenzione della difesa ospite, va in rete Leone: 2-1. Al 33’ altro errore e Tramoni per poco non triplica per i pisani. Al 39’ terzo… buco nella retroguardia giallorossa ma Pigliacelli ci mette una pezza in uscita sulla trequarti. Al 45’ di nuovo angolo con Correia che, in beata solitudine in area, grazia il Catanzaro. L’arbitro assegna 2’ di recupero. Però nel finale di parziale accade poco o nulla.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa e Gorgone, come a Vicenza, prova a vivacizzare la sua squadra con l’ingresso del prossimo 21enne francese (di origine ciadiana) Franky Tchaouna al posto dell’autore dell’assist per il gol di “Re Pietro”, Candela. Ma al 1’, esattamente come nel primo tempo, è un volitivo Tramoni che prova a far 3-1. Al 9’ Ruggero, di testa, chiama Confente a una parata di… livello. Al quarto d’ora, però, il Catanzaro va per ben due volte vicinissimo al pari, prima con Iemmello (ottimamente servito da Mosti) e poi con Tchaouna che prova a fare il fenomeno in azione personale.

In entrambi i casi c’è tuttavia un altro “fenomeno in campo” che dice sempre di no: Confente. Che al 21’ è ancora attento sulla saetta improvvisa di Koffi. Il Catanzaro, comunque, alla metà della ripresa spinge e al 24’ con Antonini, Mosti e Frosinini (zampata finale di quest’ultimo sottomisura) fa 2-2. O meglio, farebbe. Perché il Var, dopo lunghissima revisione e l’arbitro che oltretutto dice chiaramente ai… varisti collegati con lui “non sento”, annulla per fuorigioco. Poco oltre la mezz’ora è però Piccinini, sebbene in posizione di più che sospetto offside, a non chiudere i conti, venendo “murato” da Pigliacelli.

Al 36’ è invece il neoentrato Rao a cercare di seminare scompiglio nella difesa calabra. Al 42’ Petagna “minaccia” ancora. Poi solo 180, pochini, i secondi di extratime tra le proteste di allenatore e intera panchina giallorossa. E quindi il triplice fischio. Che sancisce la seconda sconfitta, in due partite, delle Aquile.

Conclusioni:

Il Catanzaro, all’ombra della Torre pendente, rivede i… fantasmi veneti ed, esattamente come a Vicenza, si fa “ribaltare” dopo aver sbloccato il risultato. La squadra sembra incoraggiante. Però solo dalla cintola in su. Dietro, invece, il livello è da… torneo rionale. Senza contare il mistero di un Iemmello, non certo più un ragazzino, che talvolta si vede addirittura nei pressi della sua area di rigore.

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