Riceviamo e pubblichiamo
Oggi, alle ore 21, il palcoscenico del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme (Cz) ospiterà la messa in scena di Amy Winehouse: L’amore è un gioco a perdere.
Spettacolo che promette di scuotere nel profondo la sensibilità del pubblico calabrese.
L’evento è inserito nella programmazione del VacaFest 2026, a cura dell’associazione I Vacantusi e alla direzione artistica di Nico Morelli ed Ercole Palmieri.
Lo spettacolo, scritto e interpretato da una magistrale Melania Giglio, interprete di rara intensità vocale e scenica, e diretto dal sapiente tocco di Daniele Salvo, si addentra nelle pieghe più intime della vita della Winehouse, restituendo dignità alla donna oltre l’icona e trasformando il suo dolore in un’opera d’arte vibrante e necessaria.
L’importanza dell’iniziativa risiede proprio nella sua capacità di parlare alle nuove generazioni e agli appassionati di musica attraverso un linguaggio teatrale moderno e coinvolgente, supportato dalla presenza sul palco dei polistrumentisti Marco Imparato e Lorenzo Patella che ricreano dal vivo l’atmosfera magica e fumosa dei club soul di Camden Town.
La qualità della produzione, firmata Bis Tremila di Marioletta Bideri, si avvale inoltre di scenografie e costumi di altissimo livello curati da Fabiana Di Marco e Daniele Gelsi, rendendo l’esperienza immersiva e curata in ogni minimo dettaglio estetico.
Il festival, attraverso la scelta di opere di questo calibro, conferma la propria missione di voler portare a Lamezia produzioni di respiro nazionale.
Che sappiano coniugare l’alto valore tecnico con tematiche umane universali, trasformando il teatro in un luogo di riflessione collettiva e non solo di svago.
Vacantiandu Fest – Progetto realizzato con il supporto MIC – Teatri della Magna Grecia, finanziato con risorse PAC 2014-20 erogate ad esito dell’avviso Distribuzione Teatrale 2025 della Regione – Settore Cultura.
L’esibizione
Nell’ambito della rassegna Vacantiandu Fest 2026, sotto l’attenta direzione artistica di Nico Morelli ed Ercole Palmieri, è andato in scena lo spettacolo “Amy Winehouse: l’amore è un gioco a perdere”.
Un viaggio intimo e onirico nell’abisso dell’anima di un’icona che ha trasformato il proprio dolore in arte.
Appena il sipario si apre, l’occhio dello spettatore viene rapito da una rappresentazione scenica quasi claustrofobica: sbarre metalliche sfiorano il velluto del proscenio, trasformando il palco in una prigione dell’anima.
Lo spazio è un caos ordinato di disperazione, un divano, un letto e un orologio senza lancette.
Simbolo di un tempo che per Amy ha smesso di scorrere linearmente per diventare un eterno presente di allucinazione.
A punteggiare questo deserto domestico, una costellazione di bottiglie di alcol disseminate ovunque, uniche compagne di una solitudine interiore che non fa sconti.
Melania Giglio riesce perfettamente nel compito di evocare Amy Winehouse e lo fa riuscendo a trasmettere l’umanità ferocissima di una donna che non ha mai imparato a proteggersi.
La trama sceglie di non spiegare il “perché” della caduta, ma di mostrarne gli effetti attraverso una narrazione che incede veloce verso l’inevitabile.
L’accurata regia di Daniele Salvo illumina i coni d’ombra della vita di Amy Winehouse, pian piano suggerendo le note più intime dell’animo dell’artista attraverso la splendida voce della Giglio.
Capace di reggere il confronto con l’originale restituendo quella naturalezza sofferta che era il marchio di fabbrica di Amy.
Accanto a lei, Marco Imparato e Lorenzo Patella offrono una prova di grande importanza.
Oltre a dare corpo alle figure tossiche del padre e dell’ex marito, i due attori vestono i panni degli affetti stabili di Amy, Tyler e Andrew, portando al culmine la loro interpretazione nei monologhi finali.
