Catanzaro e Juve Stabia si affrontano, in questo sabato sera di metà aprile, per inseguire i playoff. O meglio: i padroni di casa per agguantarli definitivamente, forti del loro confortante settimo posto prima del fischio iniziale dell’arbitro Niccolò Turrini della sezione Aia di Firenze (leggi qui: https://irriverentemente.com/j-stabia-catanzaro-arbitra-turrini-fi-recordman-presenze-con-aquile-e-come-collega-allegretta-ddg-di-recupero-con-modena-martedi-in-campionato-esordiente-con-stessi-giallorossi-in-ci/). E malgrado siano alle prese con gravi problemi societari che rischiano di compromettere quanto di buono, se non addirittura di eccellente, fatto finora dagli stessi gialloblù campani sul campo. Mentre gli ospiti, dal canto loro, se la… giocano per ottenere quell’agognato quinto posto che, sulla scia dei precedenti due campionati, li farà partire dai quarti di finale e quindi da una gara secca in casa nei medesimi spareggi-promozione.
Primo tempo:
Il match inizia, come spesso accade peraltro, al piccolo trotto. Sì, certo, la Juve Stabia prova a pungere. Forte della spinta del pubblico di casa. Ma fino al 18’ siamo… all’ordinaria amministrazione. In quel minuto, invece, il talentuoso Gabrielloni gira palla velocemente sulla tre quarti per capitan Mosti. Che entra in area caracollante, salvo recuperare subito… l’assetto migliore per poi sorprendere, sul suo palo, un nella circostanza non impeccabile Pigliacelli. Vespe 1, Aquile 0, dunque. E il Catanzaro? Appare un po’ disorientato per un quarto d’ora. Perché al 33’ Alesi, ben innescato da Pittarello, per poco non gioca un brutto scherzo al portiere rivale Confente. Ma lo stesso calciatore, dopo un bello spunto di Liberali tre giri di lancette prima, getta letteralmente alle ortiche un grande spunto di Cassandro al 36’ sparacchiando alto dal centro dell’area. Al 42’, però, con il più classico dei contropiede Correia va vicinissimo a un clamoroso, e immeritato, 2-0. Antonini non è d’accordo e s’immola, salvando i suoi dalla seconda capitolazione. Di fatto, si va all’intervallo così.
Secondo tempo:
La ripresa potrebbe palesare fin da subito la voglia di riscatto del Catanzaro. Ma una squadra che pare propositiva al pronti-via, fino al 15’ lascia campo ai rivali. A cui non sembra vero di potersi distendere con i mobilissimi Carissoni e Gabrielloni. E non serve a molto, sulla sponda giallorossa, la punizione di Pompetti al 18’. Se non, al massimo, a mettere un po’ di paura al pubblico di fede stabiese. Anzi, l’andamento fin qui descritto trova conferma quando al 21’ Carissoni taglia… l’area giallorossa con un insidiosissimo tiro-cross. Intanto il tempo passa, inesorabile. Fino alla mezz’ora, quando Di Francesco chiama un attento Confente alla parata nient’affatto banale dopo un’infondata protesta per un presunto fallo da rigore ed espulsione su Okoro dalla parte opposta. Ma al 42’, quasi dal nulla, nasce l’azione del pari calabro. Pittarello tira, Antonini fortuitamente respinge dando una mano ai rivali, ma il pallone rotola proprio sui piedi di Di Francesco che fa 1-1. Finita qui? Neppure per sogno. Perché al 48’ Maistro, con un destro velenoso da distanza ravvicinata, chiama Pigliacelli al riscatto con un intervento da campione. Manca ancora un po’, ma di fatto finisce qui.
Conclusioni:
Un Catanzaro, molto incerottato come il suo generoso Cassandro per via delle assenze, continua la quaresima, attendendo la liberazione della fine della settimana entrante quando recupererà forze e uomini preziosi. Sarà allora che blinderà un quinto posto in pratica assodato da settimane.