Riceviamo e pubblichiamo

Ennesimo (presunto, ndr) abuso da parte di ignoti nell’Oasi Scolacium Zsc di Squillace (Cz) proprio in questi giorni erano stati affissi i cartelli descrittivi sulla natura dell’Oasi riconosciuta a livello europeo, ma, da qualche ora, sono apparsi all’ingresso della pineta di via Aiace dei cartelli con scritto: “Proprietà privata” e poi una fitta rete metallica ha ingabbiato tutta l’area fino allo sfocio del torrente.

Avendo ricevuto questa segnalazione, ci siamo recati per un sopralluogo e siamo rimasti davvero sconcertati per una, secondo noi, sopraffazione di una proprietà pubblica, adibita a fruizione collettiva.

Al tempo stesso non riusciamo a comprendere come i confinanti, le attività balneari e tutta la cittadinanza abbia assistito a questo presunto abuso, senza produrre alcuna segnalazione alle forze dell’ordine.

Tale “blindatura” di una parte della pineta con pali e reti metalliche viola non solo i presupposti di pubblica fruizione dell’Oasi, ma ne compromette anche le stesse prerogative paesaggistiche e naturalistiche che le hanno consentito il riconoscimento. In passatovc’erano stati propositi dichiarati di espansione lottizzante da parte dei nobili confinanti, i tagli abusivi del 2019 (sempre ad opera degli stessi mandanti) e l’ultimo episodio da noi denunciato e segnalato risalente a novembre del 2024.

Se i responsabili dei cartelli che invocano una proprietà privata di un’oasi riconosciuta e sancita e della misteriosa apparizione di pali e reti metalliche che ingabbiamo una parte della pineta sono i medesimi, allora la lista dei si allunga e si aggrava.

Mesi fa avevamo accolto le istanze del vicesindaco Muccari di supporto affinchè tutta la collettività potesse essere sensibilizzata in merito al valore di questo patrimonio naturalistico, ma dobbiamo constatare che la volontà di proseguire nel percorso iniziale, non ha avuto gli esiti sperati.

Tutta la classe politica, l’amministrazione comunale, lo stesso primo cittadino, avrebbero dovuto accogliere gli innumerevoli “assist” che noi abbiamo prodotto di supporto e sostegno, ma forse si è preferito non schierarsi e scontentare nessuno.

Come se ottenere giustizia potesse essere espressione di uno “schieramento”.

Così come quando si inscenò l’apparizione di un cantiere forestale nel novembre del 2024 per eliminare il sottobosco protetto della pineta, non vi erano affissi cartelli legali in merito alle autorizzazioni, ai committenti, ai permessi.

Così come adesso, non vi è presenza alcuna di nessun lavoro autorizzato dalle legislazioni in corso.

Forse nella “terra di Cassiodoro” vigono altre leggi e tutto dipende dalla volontà e dell’anacronistico signore locale?

Ci auguriamo che tutto questo, secondo noi, non legittimo e antiestetico metallo sia rimosso prontamente, che sia di nuovo garantito l’accesso alla pineta e alla battigia (essendo pubblico demanio) e che i responsabili, finalmente possano risarcire tutti gli eventuali danni che hanno inferto e continuano a arrecare al territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *