Giusy Iemma e Fabio CeliaGiusy Iemma e Fabio Celia

Di fronte al nuovo, ennesimo, peàna del consigliere comunale Fabio Celia sul porto di Catanzaro (ancora fantasma, tranne generici quanto ricorrenti annunci) riguardo ai meriti della “sua” Giusy Iemma (perché per il resto Celia ama questa Amministrazione quanto noi la dieta ferrea) abbiamo strabuzzato gli occhi. Perché il rapporto politico tra i due, di quello personale non ci importa e compete alcunché come ovvio, ha dei contorni più misteriosi del “Triangolo delle Bermuda”. E questo pur nel contesto di una città che, in generale, di “misteri gaudenti, dolorosi e gloriosi, paradossi e incongruenze (eufemismo!), ne offre più delle congetture sull’Area 51. Ma senza che alcuno batta ciglio. Mai!

La domanda (chiave) è sempre la stessa, ma nessuno si sognerebbe solo di porla

E allora, dopo quanto finora detto, mentre nessun “giornalista” catanzarese di scrivere un articolo del genere, seppur incentrato su una semplice ma fondamentale domanda (politica) da sempre inevasa, neppure se lo sognerebbe; di avere la libertà di farlo, senza subire i pesanti strali del datore di lavoro, nemmeno lo spererebbe e di capirne risvolti e implicazioni meno ancora, noi viceversa torniamo a… bomba (leggi qui un nostro pezzo con all’interno tutti i link degli altri articoli che in qualche modo richiamano e sintetizzano la “curiosa” vicenda in questione, ponendo costantemente il quesito principale di cui parliamo, nel corso degli anni: https://irriverentemente.com/catanzaro-succede-solo-da-mc-no-in-cima-ai-tre-colli-accade-assai-di-piu-tipo-un-vicesindaco-del-pd-per-/).

Lo strano ruolo del… devoto Celia e i nostri timori su di lui

Perché, pur ribadendo che la sfera dei rapporti privati di chicchessia, non ci interessa affatto. Né è di nostra pertinenza. Quella pubblica invece sì. Eccome! E dovrebbe interessare ad esempio in primis al Partito Democratico e al sindaco Nicola Fiorita. E questo perché c’è un punto focale. Vale a dire, il devoto (della Iemma) Celia è lo stesso rispetto a cui peraltro il suo ex giornale e direttore scrivevano che “qualcuno tentava artificiosamente” di accostarlo politicamente alla stessa Iemma quasi fosse un fatto grave e fortemente penalizzante per quest’ultima nel frangente in cui il buon Fabio aveva firmato le dimissioni nel tentativo di fare lo sgambetto a Fiorita? Perché se è lo stesso, come sembra, noi siamo sempre più disorientati. E pure un po’ in ansia, poi spiegheremo il perché, per il buon Fabio.

Il vero e unico retroscena delle… dimissioni

Le… dimissioni furono nulla di diverso da un tentativo, da parte di tutti i protagonisti o quasi, in realtà farsesco (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-addio-a-fantomatico-complotto-). Ma tale da far insorgere qualche fibrillazione per un ipotetico (più che altro una sorta di periodo ipotetico del 4. tipo, cioè dell’irrealtà) allontanamento dalla Giunta di Iemma in virtù del suo profondo, e immutato nel tempo sia chiaro, legame a filo… triplo con un Celia anti-Nick. In verità, però, Fiorita, al pari dei giornalisti catanzaresi di cui sopra (tranne noi), non soltanto neppure se l’è sognato di avvicendarla dall’Esecutivo quanto non aveva la “libertà” di fare una mossa del genere. Considerato che quando ha appena tentennato, o meglio dato l’impressione di traccheggiare per vedere… l’effetto, sulla futura vision urbanistica delineata (da destra, sinistra, centro sotto e sopra, insieme) per Catanzaro, o meglio per Lido elo meglio ancora per Giovino, appunto con delle “dimissioni farsa” gli hanno subito rinfrescato la memoria (leggi qui: https://irriverentemente.com/comune-catanzaro-poveri-cittadini-vi-diranno-che-destra-ha-/). È vero Nick? Domanda retorica!

Il messaggio a Nick

Le fantomatiche dimissioni dei consiglieri avevano l’unico scopo di ricordare a Nick come lui al massimo regni, ma non di sicuro governi, la città. E di fargli imprimere in testa, una volta di più, che se gli è stato permesso, in primis “da destra” con i voti in Aula (e con quelli fuori durante il ballottaggio), di stare lì dove sta (ed è miracolosamente rimasto per 4 lunghi anni) è unicamente perché è una figura molto utile. Un “soggetto di garanzia”, con la sua… calma olimpica e la predisposizione al dialogo a oltranza, per i partiti, le forze e soprattutto i potenti (in politica e non solo) del capoluogo. Città dove però si deve marciare spediti verso la realizzazione di un Psc bipartisan e a cuore di chi conta davvero sui Tre Colli. Figurarsi, allora, se Nick avrebbe potuto cacciare una come la sua vice Iemma. Oltretutto blindata dal patto di ferro interno al Pd locale, che si regge sull’asse formato da Ernesto Alecci, Jasmine Cristallo e proprio la vice e assessore all’Urbanistica. Ecco quindi come Iemma avesse in tasca una “polizza gold” a prescindere da tutto, incluse le insignificanti intemperanze di Celia, con a capo uno come Fiorita. Uno, dal consenso trascurabile finiti gli effetti sorpresa e fiducia. Il quale preferirebbe farsi estrarre i denti senza anestesia pur di non perdere la poltrona. E che quindi non si sarebbe messo a rischio per allontanare Iemma a causa di Celia.

La nostra preoccupazione per Fabio

Ma se Fiorita si tiene stretta la poltrona per lui non più conquistabile senza accorduni e Iemma fa altrettanto, “di che stiamo parlando?”. Della preoccupazione per il “povero Fabio”, che noi abbiamo! E parecchia pure. Perché? Semplice: c’è nulla di più triste di un amore non ricambiato? E l’esempio perfetto di questo ci è dato da quello (politico) tra Celia e Iemma. Un rapporto sbilanciato. In cui a Iemma capita non di rado di prendere le distanze da Celia, quasi fosse in forte imbarazzo, per “quell’artificioso tentativo di accostamento” a quest’ultimo. Mentre lui non perde occasione di lodare la “sua” impareggiabile Giusy. Persino quale vice di un sindaco che lui voleva mandare a casa. Che è come dire: il numero 1 è da cacciare (eufemismo), la n.2 da esaltare e incensare. Sarà… . Ma in un tale mare magnum di contraddizioni e dubbi affiorano per fortuna ben tre certezze. La 1. è che, per dirla con Michele Santoro, il “Pd (anche a Catanzaro, ndr) è finito. Almeno a sinistra. Perché, come tutti gli altri partiti, ha solo feudi con politici di professione che curano i propri interessi con i loro apparati”. La 2. è che il Marziano, se e quando verrà, non sbarcherà più a Roma bensì a Catanzaro. In quale altra città del mondo, infatti, potrebbe accadere quanto da noi scritto nel silenzio generale? E la 3. è che, per le Comunali ‘27, con https://irriverentemente.com/ ci divertiremo!

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