Consiglio comunale CatanzaroConsiglio comunale Catanzaro

No, non sprecheremo troppe parole per descrivere l’odierno consiglio comunale. Ormai quasi dimezzato pure in fatto di presenze, a dimostrazione del fatto che non conti alcunché. Che sia insomma solo uno dei tanti “stanchi riti” della politica contemporanea, del tutto inutile ma insopprimibile. Surrogato di posti dove le decisioni vengono effettivamente prese. Un… altrove che, a Catanzaro in particolare, fa oltretutto quasi sempre rima con un’altra caratteristica della realtà politica locale: trasversalità.

Di cosa vi dovremmo parlare allora? Delle polemiche infinite sul… cartellone di Natale (protagonista Alessandra Lobello) o delle rimostranze di Sergio Costanzo contro il Dg dell’Amc Luca Brancaccio (in realtà un grande dirigente con il “torto” di tentare di far filare i fannulloni) perché presuntivamente vesserebbe quei dipendenti (elettori) dell’Amc, che al pari di quelli di un’altra partecipata come la Catanzaro Servizi in… ballo nel civico consesso odierno, sono noti nel mondo quali appunto “poveri lavoratori”. Tanto “poveri” per essere gente che letteralmente si ammazza di fatica da non poterne più, dopo essersi sudata il posto nella propria città con selezioni durissime. In virtù di quanto detto, è tutto riassumibile nelle solite immancabili bagatelle, quasi per certificare l’esistenza di un’opposizione e addirittura di un aspro confronto maggioranza-minoranza. Che, come ovvio, non esiste.

E mai tocca questioni chiave come ad esempio Psc o concorsi al Comune (neppure quando le circostanze lo imporrebbero, quantomeno per ragioni di opportunità) su cui nessuno può (e deve) fiatare. Una legge non scritta ma sempre più obbligata che ha spinto inesorabilmente Catanzaro nella sua ora più buia.

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