Riceviamo e pubblichiamo
Tre giorni senza acqua non tre ore ma tre giorni succede nel cuore del capoluogo nel centro storico e in diverse zone limitrofe dove la crisi idrica sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale e igienico-sanitaria.
La protesta dei residenti ormai esasperati monta di ora in ora.
Il copione segnalato da decine di cittadini a buon diritto inferociti è lo stesso da settantadue ore con i rubinetti che tornano a erogare acqua solo intorno a mezzanotte per poi seccarsi nuovamente alle sei del mattino.
Sei ore di erogazione notturna sono utili forse a riempire qualche secchio sacrificando il sonno ma totalmente insufficienti a garantire una vita dignitosa a famiglie anziani e attività commerciali.
Oltre al danno si consuma la beffa.
Moltissimi cittadini hanno provato a contattare ripetutamente gli uffici comunali competenti per avere risposte rassicurazioni o almeno un cronoprogramma dei lavori ma la risposta è stata un desolante scaricabarile.
Gli addetti hanno affermato di non sapere nulla e di non sapere come aiutare i residenti che si stanno legittimamente lamentando della situazione.
È accettabile che una macchina comunale non sappia cosa stia succedendo alle proprie condotte idriche.
Ed è tollerabile che i cittadini vengano lasciati soli a gestire un disservizio di questa portata.
Per questo motivo i cittadini si rivolgono direttamente al sindaco e all’assessore alla gestione del servizio idrico chiedendo di metterci la faccia.
Non è più il tempo del silenzio o delle giustificazioni tecniche legate a guasti improvvisi non comunicati.
Se c’è un guasto va riparato d’urgenza e se c’è una turnazione va comunicata con trasparenza permettendo alla popolazione di organizzarsi.
Vivere nel centro storico di una città capoluogo non può e non deve diventare un atto di eroismo quotidiano.
Lavarsi cucinare e gestire i bisogni primari sono diritti minimi e non privilegi da concedere nelle ore notturne.
I residenti pretendono di sapere quale sia la causa reale dell’interruzione prolungata quali interventi urgenti siano stati messi in atto per risolvere il problema e come intenda muoversi il Comune per assistere le fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili che in questo momento sono senza una goccia d’acqua.
La cittadinanza attende un segnale di presenza e di responsabilità da parte delle istituzioni perché la pazienza è finita e l’acqua pure.
