Carcere

Riceviamo e pubblichiamo

Prosegue sul territorio catanzarese il progetto Carpe diem – Creare Presìdi Educativi, l’iniziativa promossa dal Centro Calabrese di Solidarietà Ets.

E sostenuta dal Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della presidenza del Consiglio dei Ministri, nata con l’obiettivo di prevenire il disagio giovanile, contrastare le dipendenze e rafforzare le reti educative e sociali a sostegno delle famiglie.

L’attività progettuale sta entrando sempre più nel vivo attraverso una serie di interventi che coinvolgono direttamente giovani, genitori, educatori e operatori del territorio.

L’obiettivo è quello di intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità e rischio, promuovendo percorsi di accompagnamento e crescita capaci di offrire alternative concrete ai fenomeni legati all’uso di sostanze e ad altre forme di marginalità sociale.

Tra le azioni già avviate rientra lo Sportello Sos Famiglie, pensato come spazio di ascolto e supporto per i genitori, insieme alle attività di formazione rivolte agli educatori naturali, dagli insegnanti agli animatori fino alle stesse famiglie. Un lavoro che punta a rafforzare gli strumenti educativi e la capacità di riconoscere tempestivamente segnali di disagio nei ragazzi.

Particolare attenzione è rivolta ai giovani attraverso le attività sviluppate nel quartiere Aranceto, dove il progetto ha attivato uno Spazio Giovani dedicato alla socializzazione, all’orientamento e alla promozione di stili di vita sani.

Qui trovano spazio laboratori sportivi, percorsi socio-emotivi e iniziative di orientamento formativo e professionale, con l’obiettivo di valorizzare talenti, competenze e opportunità di inclusione.

Un’altra area strategica riguarda il lavoro svolto all’interno dell’Istituto penale minorile Silvio Paternostro di Catanzaro e nella comunità ministeriale, dove vengono organizzati incontri interattivi, seminari sull’uso e abuso di sostanze e percorsi di orientamento finalizzati al reinserimento sociale dei giovani coinvolti.

Il progetto prevede inoltre una costante attività di monitoraggio attraverso questionari, focus group e interviste, strumenti che consentono di raccogliere dati sui bisogni emergenti e valutare l’efficacia delle azioni messe in campo.

Gli obiettivi fissati sono ambiziosi: coinvolgere almeno 150 giovani e 90 famiglie, consolidare spazi educativi e sportivi permanenti, realizzare attività formative e campagne di sensibilizzazione e contribuire al rafforzamento del senso di comunità e della sicurezza sociale nei territori interessati.

A sostenere il percorso è un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori, sociologi ed esperti che operano quotidianamente per costruire percorsi di prevenzione e opportunità concrete per i giovani.

Un lavoro che punta non soltanto a contrastare le dipendenze, ma soprattutto a creare presìdi educativi stabili capaci di accompagnare ragazzi e famiglie nella crescita e nella costruzione del proprio futuro.

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