Riceviamo e pubblichiamo (molti particolari della nota ricevuta sono stati da noi volutamente omessi in ragione della massima tutela offerta al minore e anche per non ingenerare equivoci di sorta sulle strutture sanitarie citate, in attesa che l’intera vicenda venga semmai chiarita nelle sedi deputate e competenti)
Una storia di dolore, attese e speranza.
Francesco (nome di fantasia) è un bambino come tanti, ma per settimane ha vissuto, insieme alla sua famiglia, un percorso complesso fatto di ospedali, esami, ricoveri e risposte che sembravano non arrivare mai.
A raccontare questa vicenda è il padre del piccolo, che con grande sincerità ha deciso di condividere quanto vissuto durante il percorso sanitario affrontato inizialmente in Calabria.
Tutto ha inizio il 27 marzo scorso, con una visita gastroenterologica in uno dei presidi medici del capoluogo.
Da lì viene avviato un Day Hospital: il personale sanitario si dimostra disponibile e i medici cercano di comprendere l’origine del problema, ma i sintomi persistono.
Francesco viene successivamente accompagnato al pronto soccorso a causa di episodi di vomito continuo.
Da quel momento iniziano ricoveri, accertamenti diagnostici, visite specialistiche ed esami ripetuti.
Nonostante l’impegno del personale sanitario, però, non sarebbe subito emersa una diagnosi chiara.
Il piccolo viene dimesso con una terapia… specifica e particolare, senza però ottenere miglioramenti concreti. Dopo pochi giorni, la famiglia è costretta a tornare nuovamente in ospedale.
Seguono ulteriori controlli, altri ricoveri e nuovi tentativi terapeutici, mentre il quadro clinico continua a destare forte preoccupazione.
In una fase del percorso viene presa in considerazione anche un’ipotesi di natura psicologica.
Ma i sintomi non si arrestano e la famiglia decide di proseguire autonomamente la ricerca di risposte.
Il padre raccoglie tutta la documentazione clinica e si reca a Roma. Ma anche nella capitale, pur venendo effettuate ulteriori valutazioni e prescritta una nuova terapia, non vengono prodotti i risultati sperati.
La svolta arriva quando il caso viene sottoposto all’attenzione di un’équipe del Gaslini di Genova.
Che, analizzando gli esami già effettuati, avanza con i suoi specialisti famosi nel mondo un sospetto diagnostico concreto: una possibile malrotazione intestinale con stop duodenale.
Un’ipotesi che verrà successivamente confermata.
Il 21 maggio Francesco viene dunque sottoposto a un delicato intervento chirurgico (della durata di 5 ore) al Gaslini.
L’intervento conferma definitivamente la diagnosi e si conclude positivamente.
Nei giorni successivi Francesco affronta il decorso post-operatorio assistito con grande attenzione da medici, infermieri e operatori sanitari.
Il 26 maggio arriva finalmente la notizia più attesa dalla famiglia:
“Domani toglieremo il catetere centrale e i drenaggi”. E proprio oggi il piccolo è stato dimesso.
Parole che rappresentano la fine di un incubo e l’inizio di una nuova vita.
Questa storia non vuole puntare il dito contro nessuno, né formulare accuse.
Vuole però evidenziare quanto sia fondamentale continuare a investire nella Sanità, nella collaborazione tra strutture ospedaliere e nella possibilità, quando necessario, di indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri altamente specializzati.
Perché dietro ogni cartella clinica c’è una famiglia che aspetta risposte.
E soprattutto c’è un bambino che ha diritto alle migliori cure possibili.
La famiglia di Francesco, però, ha nel frattempo deciso di affidare la vicenda a uno stimato studio legale della città, affinché venga fatta piena luce sull’intero percorso sanitario affrontato e siano valutati tutti gli aspetti della vicenda nelle sedi opportune.
