Non abbiamo, come ovvio, i dati dell’intera provincia di Catanzaro. Da cui sono peraltro pervenute molte lamentazioni in passato, anche di recente, per l’interruzione del prezioso servizio. Ma un voto molto alto va all’Asp del territorio, quantomeno per l’impeccabile gestione delle cosiddette guardie mediche nella città capoluogo, nei frangenti più delicati: nei turni notturni e festivi cioè.
Quando le Gm sostituiscono, impeccabilmente, il Pronto Soccorso del Pugliese, che quasi sempre è soggetto a una sorta di overbooking. Talvolta causato anche da serie emergenze cliniche casualmente contemporanee, o addirittura plurime (gravi incidenti et similia, ad esempio).
Che, naturalmente, portano alla doverosa procrastinazione di tutti i casi in cui non è in gioco la vita dell’assistito.
Ma si provi, Dio non voglia, a restare in attesa in una sala di un grande ospedale, ore e ore, magari in piena notte con dolori lancinanti e insopportabili dovuti a malattie non di per sé gravissime tuttavia dirompenti in fatto di sofferenze.
Il riferimento è, per gli sfortunati che ne soffrono, a coliche varie (renali su tutte), gotta, odontalgia, otiti e così via. Meno male, però, che come premesso ci sono vari presidi di guardie mediche in cima ai Tre Colli, da Nord a Sud, funzionanti al meglio. Piccolissimi ambulatori, ma pronti a dare una risposta immediata, seppur poi magari necessitando al paziente un approfondimento o una cura definitiva in altra sede e con medici diversi.
Però intanto si… tampona l’emergenza e si dà una grossa mano, anche morale oltreché clinica, all’ammalato. Un fatto non da poco, anzi semmai il contrario.
