Riceviamo e pubblichiamo

La sanità rappresenta oggi la principale emergenza sociale, economica e civile della Calabria.

Senza un sistema sanitario efficiente non può esistere alcuna reale prospettiva di sviluppo, crescita economica, attrazione di investimenti o contrasto allo spopolamento.

Ogni anno migliaia di cittadini calabresi sono costretti a lasciare la propria terra per curarsi altrove, generando una mobilità sanitaria passiva.

Che impoverisce ulteriormente il territorio sotto il profilo economico, sociale e umano.

A ciò si aggiunge il dramma di famiglie costrette a sostenere enormi sacrifici economici e personali per ottenere cure che dovrebbero essere garantite nella propria regione.

La Calabria perde annualmente centinaia di milioni di euro a causa della mobilità sanitaria verso altre regioni italiane.

Ma il danno non è soltanto economico: è un danno di fiducia, di credibilità e di speranza verso il futuro della nostra terra.

Una sanità moderna ed efficiente rappresenterebbe invece il principale volano di sviluppo della Calabria, favorendo:

il diritto alla salute;

il diritto a restare;

il ritorno degli emigrati;

l’attrazione della cosiddetta “silver economy”, ovvero il turismo della terza età e dei pensionati europei;
nuove opportunità occupazionali e professionali.

Per queste ragioni, l’associazione La Tazzina della Legalità intende sottoporre all’attenzione della stampa e delle istituzioni alcune proposte operative per contribuire concretamente al rilancio della sanità calabrese.

Prima proposta: integrazione di un modello sanitario pubblico a prestazione

La prima proposta riguarda:

L’apertura del Pronto Soccorso presso il Policlinico Universitario di Germaneto;

il potenziamento della specialistica territoriale;

il rafforzamento della diagnostica per immagini;

il recupero della mobilità sanitaria passiva fuori regione;

la valorizzazione delle eccellenze mediche calabresi.

Apertura del pronto soccorso al policlinico di Germaneto

L’apertura del pronto soccorso presso il policlinico universitario di Germaneto rappresenta un atto necessario.

E coerente con gli impegni già assunti istituzionalmente.

Non è pensabile che una struttura universitaria di alta formazione specialistica continui a operare senza un Pronto Soccorso pienamente attivo.

Si tratta di una carenza che penalizza:

i cittadini;

il sistema sanitario regionale;

la formazione universitaria dei futuri medici;

la capacità di integrazione ospedaliera dell’intera area centrale della Calabria.

Specialistica territoriale e diagnostica: ridurre le liste d’attesa e salvare vite

Uno dei principali punti critici della sanità calabrese è rappresentato dalla grave carenza di servizi specialistici e diagnostici territoriali.

I medici di medicina generale e i Pronto Soccorso operano spesso senza la possibilità di ottenere risposte diagnostiche rapide ed efficaci.

Questo comporta ritardi nelle diagnosi e nelle cure, soprattutto per patologie oncologiche, cardiovascolari e croniche.

In molte aree della Calabria le liste d’attesa sono ormai incompatibili con il diritto alla salute. Per una visita specialistica o un esame diagnostico i cittadini sono frequentemente costretti ad attendere mesi, quando non addirittura oltre un anno.

Un dato deve far riflettere:
la Calabria registra una delle più basse incidenze tumorali d’Italia, ma una delle più alte mortalità oncologiche.

Questo evidenzia quanto sia fondamentale investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella medicina territoriale.

Per affrontare questa emergenza proponiamo di implementare il sistema sanitario territoriale attraverso:

il potenziamento delle strutture specialistiche convenzionate;

il rafforzamento della diagnostica per immagini;

l’incremento delle prestazioni erogabili sul territorio;

la creazione di presìdi sanitari territoriali di prossimità;

una rete integrata capace di alleggerire i Pronto Soccorso e ridurre drasticamente i tempi di attesa.

L’obiettivo deve essere semplice e concreto: consentire ai cittadini calabresi di curarsi in Calabria, in tempi compatibili con la tutela della salute.

Recupero della mobilità sanitaria passiva

La mobilità sanitaria passiva continua a rappresentare una delle principali ferite economiche e sociali della Calabria.

Ogni anno migliaia di cittadini sono costretti a curarsi fuori regione, generando un enorme trasferimento di risorse economiche verso altri sistemi sanitari.

Ma oltre ai numeri esiste il dramma umano delle famiglie costrette ai cosiddetti “viaggi della speranza”, con enormi sacrifici economici, psicologici e lavorativi.

Per invertire questa tendenza proponiamo di valorizzare le eccellenze mediche calabresi che oggi operano fuori regione.

Molti professionisti originari della Calabria lavorano in importanti ospedali italiani o in strutture altamente specializzate.

Alcuni di loro già effettuano visite sul territorio calabrese, salvo poi indirizzare i pazienti verso altre regioni per gli interventi chirurgici.

La proposta è quella di costruire un modello pubblico a prestazione capace di:

utilizzare pienamente le strutture ospedaliere pubbliche regionali;

attrarre professionisti di alta specializzazione;

qualificare gli ospedali territoriali;
recuperare prestazioni oggi effettuate fuori regione;

ridurre drasticamente la mobilità passiva;
trattenere risorse economiche in Calabria.

Questo consentirebbe di mantenere sul territorio l’intera filiera sanitaria — diagnostica, chirurgia, degenza e follow-up — generando benefici economici, occupazionali e sociali.

Il nodo di Azienda Zero

Azienda Zero era stata presentata come uno strumento strategico capace di rivoluzionare l’organizzazione della sanità calabrese, centralizzare la programmazione, migliorare l’efficienza del sistema sanitario e ridurre le disfunzioni storiche.

Ad oggi, però, i cittadini continuano a percepire:

liste d’attesa interminabili;

carenza di personale sanitario;

difficoltà nei Pronto Soccorso;

servizi territoriali insufficienti;

persistenti viaggi della speranza.

Sul piano concreto, Azienda Zero ha finora principalmente gestito procedure concorsuali, graduatorie e aspetti amministrativi centralizzati.

Manca ancora una reale percezione di una svolta strategica capace di incidere concretamente:

sulla riduzione della mobilità sanitaria passiva;

sull’abbattimento delle liste d’attesa;

sul riequilibrio territoriale dei servizi;

sulla valorizzazione degli ospedali periferici;

sull’efficienza organizzativa della medicina territoriale.

Oggi la Calabria ha bisogno non soltanto di nuove strutture amministrative, ma soprattutto di una visione sanitaria moderna, operativa e orientata ai risultati.

Conclusioni

La sanità non può più essere affrontata come una semplice emergenza amministrativa.

È la vera questione strategica per il futuro della Calabria.

Difendere il diritto alla salute significa difendere:

il diritto alla dignità;

il diritto all’impresa;

il diritto al lavoro;

il diritto a restare nella propria terra.

Una sanità efficiente significa anche contrastare lo spopolamento, attrarre investimenti, sostenere il turismo sanitario e restituire credibilità alla Calabria.

La Tazzina della Legalità E confassociazioni Calabria continueranno a promuovere proposte concrete, sostenibili e orientate esclusivamente all’interesse dei cittadini calabresi.

La seconda proposta, relativa alla rimodulazione della guardia medica, del 118, dei pronto soccorso e della medicina territoriale nei piccoli comuni, sarà presentata successivamente nel corso di una conferenza stampa.

Aperta alle forze politiche, sindacali e ai rappresentanti di categoria.

Le quali potranno proporre soluzioni integrative e/o eventuali modifiche al progetto.

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