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Riceviamo e pubblichiamo

Si chiude nel segno della continuità artistica e del rapporto con il pubblico il cartellone del Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro, che celebra i vent’anni di attività della compagnia Teatro Incanto con la “Domenica d’Incanto”.

Un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione costante alla qualità delle proposte, guidato dal direttore artistico Francesco Passafaro, che torna sul palco con una nuova produzione capace di coniugare leggerezza e riflessione.

L’appuntamento conclusivo è domenica 26 aprile alle 18.30 con “Il bimbo parlante”, una commedia che guarda al futuro per raccontare il presente. Ambientata in un ipotetico 2060, tra tecnologie avanzate e case sempre più intelligenti, la storia mette in scena un paradosso quanto mai attuale: mentre tutto evolve e si trasforma, restano immutate le difficoltà nei rapporti familiari, in particolare tra genitori e figli.

Discussioni, incomprensioni, silenzi e parole non dette attraversano la vita dei protagonisti, offrendo uno spaccato riconoscibile e universale. Perché, al di là del contesto futuristico, il cuore del racconto resta profondamente umano: le relazioni, le emozioni, la fatica – e al tempo stesso la necessità – di comunicare.

La tecnologia può cambiare molte cose, ma non sostituire l’ascolto e la comprensione reciproca. È da qui che prende forma il percorso dei personaggi, chiamati a scegliere se restare intrappolati nei propri schemi o provare davvero a cambiare.

Con il consueto stile del Teatro Incanto, fatto di ritmo, ironia e momenti di autentica comicità, “Il bimbo parlante” accompagna il pubblico in una narrazione che diverte e invita alla riflessione, confermando il legame costruito negli anni con gli spettatori.

Ma il sipario non si chiude. Il Teatro Comunale resta con le porte spalancate pronto ad accogliere con entusiasmo e affetto il suo pubblico e quanti vorranno godere di “due ore fuori dal mondo”: è già iniziato il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti più attesi del cartellone Teatro Kids, pensato per far vivere alle famiglie momenti di condivisione, emozione e bellezza: “Il Re Leone”, in programma il 16 maggio, con replica già prevista il giorno successivo – domenica 17 maggio – per rispondere alla grande richiesta.

Una stagione nata proprio con questo obiettivo: far incontrare grandi e piccoli a teatro, per vivere insieme storie magiche e meravigliose, grazie alla forza delle scene, alla cura dei costumi, alle musiche coinvolgenti e all’energia della compagnia Teatro Incanto.

Il Cinema Teatro Comunale si conferma uno spazio in cui famiglie intere si ritrovano, si emozionano e diventano parte viva dello spettacolo.

L’evento

Applausi convinti e un pubblico partecipe hanno accompagnato un nuovo appuntamento del cartellone della “Domenica d’Incanto” che volge al termine. Convince e piace la messa in scena de “Il bimbo parlante”, commedia scritta e diretta da Francesco Passafaro, direttore artistico del Cinema Teatro Comunale e anima della compagnia Teatro Incanto.

Uno spettacolo che ha saputo unire leggerezza e profondità, riportando sul palco una storia che, come accade per alcune opere, aveva bisogno del momento giusto per tornare. Un lavoro già realizzato anni fa e rappresentato una sola volta, che ha ritrovato nuova vita grazie a uno sguardo rinnovato e a un cast capace di restituirne tutta la forza espressiva.

“Il bimbo parlante” è una commedia che guarda al futuro – ambientata in un ipotetico 2060 fatto di case intelligenti, tecnologie avanzate e quotidianità automatizzate – ma che in realtà parla profondamente del presente. Perché, al di là delle innovazioni, ciò che resta immutato è il rapporto tra genitori e figli, fatto di incomprensioni, tentativi, errori e ricerca di dialogo.

In scena si è respirata un’armonia corale, sostenuta da interpretazioni efficaci e ben calibrate. Su tutte, quella di Michele Grillone nei panni di Raffaele, personaggio capace di conquistare il pubblico con una comicità autentica e mai banale. È proprio a lui che si lega una delle frasi più significative dello spettacolo: «Noi possiamo insegnare ai grandi il sapore della felicità», che si armonizza con lo spirito della commedia.

Attorno a questo nucleo si è sviluppato un racconto ricco di spunti, tra ironia e visioni paradossali del futuro: frigoriferi intelligenti, spesa condivisa digitalmente, alimenti che perdono il sapore del “vero”, fino a suggestioni come il “cellulare mascellare” o le proiezioni che sostituiscono la televisione. Elementi che hanno strappato sorrisi, ma che hanno anche offerto una riflessione sul rapporto tra tecnologia e umanità.

Il cast – composto da Elisa Condello, Francesco Calvano, Walter Plourd, Antonia Vartellini, Roberto Malta, Antonia Marino, Giuseppe Palmerino, Gastone Barberio, Francesca Guerra, Michele Grillone, Roberto Musolino e Mariarita Nicastro – ha dato vita a uno spettacolo dinamico e coinvolgente, capace di alternare ritmo comico e momenti più intimi senza perdere coerenza narrativa.

A rendere ancora più significativa la serata è stato anche il momento dedicato alla danza. Sul palco è stata premiata la scuola “Nuova Ariadne” della maestra Grazia Faustini, vincitrice del contest legato al Gran Galà della Danza del Teatro Comunale, con 449 voti per la foto più apprezzata dal pubblico che sarà in scena il 16 e 17 maggio prossimi in occasione della chiusura del Teatro Kinds con l’attesissima drammatizzazione de “Il Re Leone”.

Il percorso del Teatro Comunale prosegue nel segno della memoria e dell’impegno civile. Il prossimo appuntamento è fissato per il 10 maggio, quando il teatro dedicherà uno spettacolo a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati uccisi dalla mafia nel 1992. Un momento che rinnova, anche quest’anno, la volontà di coniugare cultura e responsabilità, mantenendo vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia.

“Il bimbo parlante” lascia così un segno preciso: è una commedia che fa ridere, ma senza mai perdere il senso. E soprattutto è uno spettacolo che accompagna il pubblico fuori dal teatro con qualcosa in più – un sorriso, ma anche uno sguardo diverso sulle relazioni e sul tempo che viviamo.

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