Riceviamo e pubblichiamo
Uno spettacolo intenso, capace di unire memoria e riflessione, la stagione del Cinema Teatro Comunale torna ad emozionare con un omaggio al coraggio, al senso civico e all’umanità di due figure straordinarie della storia del nostro Paese.
L’appuntamento è per oggi alle ore 18.30 con “Giovanni e Paolo – Gli Antieroi”, scritto e diretto da Francesco Passafaro.
A oltre trent’anni dalle stragi che hanno segnato la storia italiana, la figura di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino torna in scena attraverso uno sguardo diverso.
Lontano dalla retorica celebrativa e più vicino alla dimensione umana.
Lo spettacolo sceglie infatti di raccontare i due magistrati non come icone irraggiungibili, ma come uomini consapevoli, immersi in una quotidianità fatta di lavoro, responsabilità e scelte difficili.
Il racconto si sviluppa in un tempo sospeso, quello che precede il maxi processo di Palermo, momento cruciale nella lotta alla mafia.
In scena, una stanza essenziale: due scrivanie ingombre di documenti e una fotocopiatrice che diventa simbolo concreto di una battaglia combattuta senza armi, ma con rigore, metodo e determinazione.
È in questo spazio che prende forma un dialogo serrato tra i due protagonisti, interpretati dallo stesso Passafaro nel ruolo di Falcone e da Roberto Malta nei panni di Borsellino.
A interrompere il flusso delle indagini è Marta, figura enigmatica interpretata da Francesca Guerra, presenza che introduce una dimensione ulteriore: quella del destino.
Il suo intervento apre interrogativi profondi, insinuando la consapevolezza di un epilogo già scritto e spingendo i protagonisti — e il pubblico — a confrontarsi con il senso delle scelte e delle responsabilità.
Ne emerge un’opera teatrale di forte impatto emotivo, che non si limita a ricostruire i fatti.
Ma li attraversa in chiave introspettiva, restituendo la complessità di due vite dedicate alla giustizia.
“Gli Antieroi” sono, in questo senso, uomini che non si percepiscono come eroi, ma che proprio nella loro umanità trovano la forza di opporsi al sistema mafioso.
Lo spettacolo si configura così come un momento di memoria attiva, capace di parlare al presente e di rinnovare il valore di principi fondamentali come legalità, coraggio e senso dello Stato.
Un invito a comprendere, prima ancora che a ricordare.
L’evento
Non un racconto sulla mafia, ma sulla solitudine, sul dovere e sulla consapevolezza di uomini che avevano capito fino in fondo il prezzo della propria scelta.
Si è chiusa così, tra applausi lunghi e un’emozione trattenuta a fatica dal pubblico, la stagione “Domenica d’Incanto” del Teatro Comunale di Catanzaro.
A portare il sipario sull’ultima serata è stato “Giovanni e Paolo – Gli Antieroi”, lo spettacolo scritto e diretto da Francesco Passafaro che negli ultimi mesi sta attraversando anche altre regioni italiane, trasformandosi in uno dei lavori più intensi e identitari prodotti dal Teatro Comunale.
Sul palco lo stesso Passafaro nei panni di Paolo Borsellino, accanto a Michele Grillone nel ruolo di Giovanni Falcone e Francesca Guerra nei panni di Marta, figura narrativa che accompagna i due magistrati in un confronto intimo con il proprio destino.
Una scelta drammaturgica che sposta lo spettacolo lontano dalla retorica celebrativa e lo conduce invece dentro una dimensione profondamente umana.
“Gli Antieroi” evita volutamente l’epica. Falcone e Borsellino non vengono raccontati come simboli irraggiungibili, ma come uomini stanchi, lucidi, spesso soli, seduti davanti a una scrivania mentre cercano di restare fedeli al proprio dovere.
Ed è proprio qui che lo spettacolo colpisce di più: nella capacità di restituire normalità a due figure diventate monumenti civili.
La scena si muove continuamente tra memoria storica e riflessione contemporanea, lasciando emergere una domanda implicita che attraversa tutta la rappresentazione: cosa significa davvero fare il proprio dovere oggi?
È probabilmente questo il cuore più autentico del lavoro: la scelta di trasformare la memoria in responsabilità civile quotidiana, senza mai cedere alla retorica o alla facile commozione.
Lo spettacolo riesce così a parlare anche ai più giovani, a quel pubblico che il 1992 non lo ha vissuto e che rischia di conoscere Falcone e Borsellino soltanto attraverso immagini scolastiche o commemorazioni rituali.
La risposta del pubblico del “Comunale” è stata intensa e partecipe per tutta la serata, culminata in un lungo applauso finale che ha accompagnato anche il momento conclusivo della stagione teatrale.
Dal palco, Passafaro ha ripercorso i mesi di “Domenica d’Incanto”, definendola «una stagione meravigliosa, piena di spettacoli straordinari e grandi emozioni».
Un cartellone che aveva preso il via a ottobre proprio con Francesco Colella e “Le vacanze dei signori Lagonia”, passando poi per “Il berretto a sonagli”, “Natale in casa Cupiello”, “Costellazioni”, Matteo Belli e Stefania Pascali.
E proprio guardando alla prossima stagione sono arrivate anche le prime anticipazioni.
Dopo la conclusione della programmazione del Teatro Incanto e il doppio appuntamento del prossimo weekend con “Il Re Leone” al Teatro Kinds il 16 e 17 maggio, il “Comunale” è già pronto a ripartire.
Passafaro ha infatti annunciato che la nuova stagione è sostanzialmente definita e che diversi artisti torneranno a Catanzaro.
Tra questi anche Francesco Colella, che dopo aver aperto la stagione appena conclusa sarà protagonista del finale della prossima con “Meno di Due” del “Il teatro di Lina”, mentre i dettagli completi del nuovo cartellone saranno resi noti nei prossimi giorni.
Una chiusura che, in realtà, somiglia già a un nuovo inizio.
Il re leone
“Il Re Leone – La storia di Simba”, andato in scena nel Teatro Comunale di Catanzaro il weekend scorso, dopo la prima di venerdì, ha scritto una bella pagina nella storia della Compagnia Teatro Incanto, guidata dall’attore e regista Francesco Passafaro, che proprio in questa stagione ha tagliato un importante traguardo di attività.
Tre repliche partecipatissime, due standing ovation da brividi e una platea capace di emozionarsi, ridere, commuoversi e sentirsi parte di qualcosa di più grande di un semplice spettacolo teatrale.
È questo il bilancio della riuscitissima stagione del Teatro Kids, pensata e realizzata con il nobile intento di portare a teatro le famiglie, creando uno spazio vitale di condivisione capace di regalare momenti di gioia e crescita emotiva.
