Catanzaro, che città! Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. E lo diciamo noi che ne siamo (purtroppo) figli. E, per così dire, ne discendiamo da, più o meno, le fatidiche sette generazioni. Ma se potessimo, ce ne scapperemmo a gambe levate. O continueremo, persino più di adesso, a vivere in una sorta di bolla. Lontani anni luce, cioè, da tutti e da tutto o quasi. Perché più che dalla città, vogliamo prendere le distanze dagli abitanti nostri conterranei. Gli stessi che, in minima parte, sono ad esempio diventati tutti esperti di politica e amministrazione pubblica in maniera spesso tragicomica. Come ovvio con la laurea dei social. Quei social (su cui peraltro a suo tempo sentenziò un certo Umberto Eco, non noi) che, in generale, trasformano “scappati di casa” con la terza media, o magari anche con qualcosina in più ma raggiunta con l’aiuto di Dio e di tutti i Santi, in geologi se c’è un terremoto; giuristi e criminologi, se c’è un delitto eclatante; medici, o meglio luminari, se c’è un’emergenza sanitaria e così via.

La democrazia dei social con i commenti spesso imbeccati dai loro amichetti politici

L’insindacabile tribunale (rigorosamente con iniziale in minuscolo) di Facebook, di fronte alle mancate firme dei consiglieri del De Nobili, per mandare a casa l’Amministrazione Lega-Pd (mossa che “puzzava” di finta colossale dall’inizio, leggi qui le nostre facili previsioni sull’iniziativa già al momento del roboante annuncio: https://irriverentemente.com/comune-catanzaro-poveri-cittadini-vi-diranno-che-destra-ha-sbagliato-conti-e-fiorita-rivinto-e-ci-crederete-poi-arrivera-ok-consiglio-a-varianti-urbanistiche-care-a-nota-mano-e-se/) ha subito reso ancor più palese la… surrealtà dell’intera vicenda. Una surrealtà appunto enfatizzata da una piccolissima parte di catanzaresi, tra cui molti (noti) personaggi che non distinguono il sindaco dal premier e il consiglio comunale dall’assemblea di condominio, affrettatasi a “farsi sentire”, commentando (tecnicamente, sigh!) attraverso Fb. Leitmotiv il soccorso a un Nicola Fiorita asseritamente a rischio (ma quando mai…), perché guai se fosse venuto il commissario al posto suo in caso di reale interruzione della consiliatura (da moltissimi chiamata erroneamente legislatura, in rapporto a un organo non legiferante come il Comune, che non può emanare leggi di alcun genere, proprio a dimostrazione di quanto siano padroni della materia senza il dettato dei loro danti causa).

Magari fosse venuto il commissario, però ciò non toglie che il tentativo di certi politici locali di esclamare “Fiorita chi?” è risibile!

L’unico pericolo corso dalla città era unicamente per i molti (di sicuro imbeccati dall’amico politico di turno) che scongiuravano l’ipotesi del commissariamento. Perché erano atterriti dalla sola idea (nulla più, considerata l’evanescenza delle dimissioni di… massa) di non poter chiedere il favorino per un po’. Non sia mai! Che con un (ex) prefetto alla guida del Municipio, pur provvisoria, s’interrompesse la “secolare questua”, principale sport di gente lecchina nel Dna, del “mi tagliate l’erba qui” o “mi riparate la buca o il lampione lì”. Pratica lecita, per carità. Ma non certo corretta e meno ancora edificante. Detto ciò, noi però una volta tanto difendiamo Fiorita (e stavolta in modo nient’affatto ironico) su un altro aspetto. Che non è certo dettato dalla gioia di (ri)vederlo per un altro anno e mezzo (forse poco meno) al… comando. Bensì da quanto non sia giusto nei suoi confronti: il meschino tentativo di smarcarsene per presentarsi agli elettori… vergini. Perché se Nick è l’artefice di un disastro amministrativo (come riteniamo), non è l’unico. Questo è poco, ma sicuro! Il sindaco, infatti, conta su un pattuglione formato (sempre secondo noi) dai mancusiani doc e quindi dalla Lega (al netto delle recentissime dimissioni dal Carroccio del plenipotenziario cittadino Filippo Mancuso). E conta, in modo invece oggettivo, su Pd & Co. con accanto 8 eletti a destra (tra cui Antonio Barberio, nel frattempo tornato alla “casa madre” Dem).

Il fritto misto politico alla catanzarese. Degno, se città contasse qualcosa in Italia, dei maggiori palinsesti politici tv

Se ancora non vi basta quanto appena scritto vi aggiungiamo, in omaggio, anche chi avrebbe fatto il percorso inverso al citato Barberio. Si tratta di un Tommaso Serraino (notoriamente con simpatie tutt’altro di sinistra), il quale pur a fianco di Nick in campagna elettorale sarebbe intanto transitato in Fdi in quella che è sempre più una… Catanzaro da bere. Ma rispetto alla rampante Milano anni ‘80, ahinoi al contrario . Perché frutto di un fritto misto (gioco di parole degno di tanti schiaffi, qui avete ragione!), che se il capoluogo calabro contasse davvero qualcosa nella… mappa italiana dovrebbe far gridare allo scandalo (sempre politico) nei maggiori talk show nazionali. E invece (stavolta grazie a Dio) chi ci ca(..)lcola?

Le accuse (spesso deplorevoli volgari offese) a Marco Polimeni, di cui non siamo certo fan, sono un altro sconcio e al contempo un’altra comica di quattro ignoranti, probabilmente prezzolati!

Sempre i soloni catanzaresi di Fb ci hanno regalato un’altra perla in questa “meravigliosa” città che è un frullatore impazzito. Le volgari offese, più di critiche, a un Marco Polimeni che da capo locale di Forza Italia ha giustamente intimato a Manuela Costanzo di firmare le dimissioni “Antinick” o di uscire da Fi, sentendosi accusare di… lesa democrazia. Ebbene, sul punto va premesso che se un politico non si potesse criticare noi saremmo stati condannati a morte 25 anni fa. E va aggiunto che se Polimeni parla di dimissioni, proprio lui obbligato ad andarsene dopo la sconfitta del “suo” Valerio Donato ad opera di Nick come aveva egli stesso annunciato nel giugno ‘27, è poco credibile (eufemismo!). Ma resta il fatto che chi l’ha pubblicamente e volgarmente offeso, parlando di atteggiamento dittatoriale è un povero ignorante o, meglio, “n’affrittu”. Un debosciato, liberamente tradotto. Perché è come se Pietro Iemmello pretendesse di giocare in porta e di fronte all’allenatore che lo mette fuori rosa si accusasse quest’ultimo di tirannia. Ma lo spieghiamo ancora meglio: un partito (serio) non è un taxi. E se uno vuol fare come gli pare (Costanzo M., nella fattispecie) è liberissimo di farlo. Però non contro una linea politica chiara e un altrettanto manifesto ordine di scuderia. Fatto elementare per chiunque. Ma non per “quattru scemi”, eterodiretti, per cui uno che sta in una… squadra è libero di fare cosa gli sembri più opportuno se sta bene a loro.

Il pd, nel Pd, un altro spasso!

Tanto per voltare pagina, si fa per dire, accennavamo, poco fa, al Pd. Dove c’è però chi tenta di giocare con le carte… truccate. Magari per far “fesso e contento” chi davvero conta e garantisce i voti, che per antipatia personale voleva realmente Fiorita a casa. Ma che non ha ancora capito, per l’ennesima volta peraltro, come il suo “avente causa” impersona un ruolo di… lotta e di governo. Perché mentre (s)governa la città, a pieno titolo, vorrebbe salvare la faccia (politica, s’intende!) prendendo le (finte) distanze da Nick. E, al contempo, facendo credere al focoso referente (come risaputo tuttavia un tipo non particolarmente sveglio, eccezion fatta per un “settore specifico” in cui invece è un portento!) che sta effettivamente tentando di mandar via il sindaco. Ma, come si dice in… loco, “cugghiunia (scherza)”. Dal momento che tiene a poltrona e visibilità, con annessi e connessi, del prestigioso mandato ottenuto per… grazia ricevuta più di tutto. È il motivo per cui questo Pd, nel Pd, con noi non può (mai) traccheggiare: è perfettamente a suo agio (essendone… magna pars) in quello che (a nostro modesto avviso, ribadiamo!) è il peggior governo della storia repubblicana della città (a cui potrebbe comunque seguirne anche uno assai peggio, attenzione!).

Fiorita, “figlio” del Pd e di almeno il 75% della destra locale. Non certo un marziano a Catanzaro. Nessuno provi a fare il furbo, quindi!

Resta infine il fatto che, del pessimo (o meno) disastro amministrativo di Catanzaro, a portare il peso è un sindaco (a nostro avviso pieno di colpe politiche e difetti personali) che ci mette la faccia! E che, sia scolpito nella pietra, non è un uomo solo al… comando, bensì il portato di un vastissimo accordo multilaterale; uno che non viene da Marte; non amministra manu militari ma in virtù di un mandato legittimante ricevuto e riguardo a cui, in particolare, quasi nessuno in città (tra chi muove i fili, in politica e in altri importanti ambiti) potrà, con sincerità, negare la vecchia intesa. E la complice (politicamente parlando!) amicizia al tempo in cui era al timone, seppur collegialmente, semmai la sua stella… iniziasse a tramontare. Dato che, oltretutto, con tutti gli amici potenti che ha, e si è fatto, neppure è matematicamente certo. Attenzione! Comunque sia, in sostanza, Fiorita ha al momento mille sostenitori… istituzionali. E mille amici intimi, anche tra gli insospettabili, che non potranno cercare di mollarlo quando non dovesse servire più. Perché non è un sindaco nel… deserto. Anzi, semmai l’esatto contrario! Capito? E lo diciamo conoscendo bene la proverbiale viltà della stragrande maggioranza dei catanzaresi.

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