Vito MaidaVito Maida

Riceviamo e pubblichiamo (nota stampa pubblicata in ossequio al diritto di cronaca, che esprime la posizione dello scrivente a cui toccherà portare, se del caso, la questione all’attenzione degli organi deputati e competenti)

Il Psc di Catanzaro fa felici “tutti” con quest’ultimo pronome indefinito (nel contesto della frase scritto pure tra virgolette) quantomeno riferito a ogni forza politica del capoluogo.

Tant’è vero che riteniamo verrà trasversalmente approvato a larghissima maggioranza (di destra, sinistra centro… sopra e sotto), pur essendo a nostro avviso caratterizzato da una vision eufemisticamente miope e parziale.

Ma è questione di punti di vista, come ovvio, e chi ha il potere di fare, legittimamente detenuto in virtù dell’investitura popolare, come ovvio tira dritto.

La nota stampa riferita al Psc su Chiaravalle (Cz)

Quanto finora riferito ci sta perfettamente, nel… gioco democratico. Esistono luoghi, però, pure a “2 passi” dal capoluogo stesso dopo questa concordia tra maggioranza e opposizione (i cui contorni a Catanzaro sono peraltro del tutto sfumati, soprattutto su certi temi chiave) non si ritrova affatto.

È il caso, ad esempio, di Chiaravalle Centrale. Dove il consigliere comunale Vito Maida ha riunito un gruppo di cittadini proprietari di terreni agricoli già intetessati – o potenzialmente coinvolti – dalle scelte del Psc.

Il tema è semplice: l’Amministrazione avrebbe trasformato i loro campi in aree edificabili e ora pretenderebbe che paghino l’Imu come si trattasse di lotti su cui costruire.

“Peccato però – asserisce Maida in una nota stampa di cui vi forniamo alcuni stralci, precisando che si tratta di sue affermazioni per noi tutte da verificare – che su quei terreni si possa tirare su, in alcuni casi, neppure un singolo mattone”.

“Ma il meccanismo – prosegue il consigliere – è (per noi sarebbe, ndr) molto remunerativo per le casse comunali. Il Psc ha (avrebbe, ndr) infatti creato un nuovo Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato in cui ha (avrebbe, ndr) catapultato decine di terreni fino a ieri agricoli”.

“Terreni – prosegue Maida – che sulla carta ora valgono 15 euro al Mq (stima dello scrivente, ndr). Nella realtà, su mille metri di terreno si possono costruire su appena 150 Mq. Non esistono (non esisterebbero, ndr) piani attuativi. Non esiste (non esisterebbe, ndr) il Piano operativo comunale. Esiste (esisterebbe, ndr) solo la cartella Imu da pagare, puntuale, ogni anno. È l’equivalente di tassare (sempre secondo lo scrivente, autore della nota stampa pubblicata, ndr) una baracca come fosse un attico con vista mare”.

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