Ci siamo. L’attesa, spasmodica, è finita! Monza-Catanzaro è ormai in procinto di iniziare all’U-Power Stadium in Lombardia. E l’aspettativa, anzi il sogno, di promozione in serie A delle Aquile del Sud nel capoluogo calabro non è scemata, perdendo di significato sebbene il 2-0 al passivo dell’andata. Ma il risultato in questione è pesante, essendo maturato in favore dei fortissimi brianzoli al termine di Gara 1 allo stadio Nicola Ceravolo domenica scorsa (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-monza-ospiti-troppo-piu-esperti-e-forse-attrezzati-dei-calabri-ce-ancora-ritorno-ma-ipoteca-brianzola-2-0-pesa-come-macigno-comunque-vada-pero-9-pieno-per-aquilani-band/). Esito che ha chiaramente apposto una seria ipoteca all’esito complessivo dell’ultimo atto dei playoff (e quindi dell’intero campionato) di B. Che stasera, comunque vada, manderà in archivio la stagione corrente. Ma lanciando già un… ponte per l’annata calcistica ‘26/’27. Intanto, però, ultimo affidato alla direzione di Davide Massa della sezione Aia di Imperia (leggi qui: https://irriverentemente.com/monza-catanzaro-arbitra-massa-di-imperia-e-pur-se-e-finale-per-la-a-grande-il-ddg-scelto-per-arbitrarla-carriera-monstre-per-il-fischietto-ligure/), che con il suo prestigioso nome sottolinea, una volta di più, l’assoluta importanza della partita.

Primo tempo:

La gara, all’inizio, non offre gli stessi fuochi d’artificio di 5 giorni fa in terra calabra. Ma a cavallo del 12’ Pontisso, per gli ospiti, e Cutrone, per i locali, provano a spaventare un po’ le rispettive difese avversarie. Nulla di trascendentale, comunque. Al 24’ pestone in area di Carboni su Pittarello. Petriccione si lamenta un po’ con Massa, ma lo stesso fischietto ligure chiude ogni discussione con un plateale gesto della mano.

Rimane più di qualche dubbio, però. Si giunge così al piccolo trotto, come si sarebbe detto soprattutto negli anni Ottanta, oltre la prima mezz’ora di una partita sostanzialmente… bloccata. Malgrado un attivissimo Di Francesco, oggi in campo dall’inizio, e il “velenoso” Iemmello provino a tenere in apprensione la corazzata monzese. Ma, detto francamente, è poca roba. Almeno fin quando il brasiliano Felipe Jack (“tomo tomo, cacchio cacchio”) fulmina il portiere Thiam di testa quasi in mezzo alle torri brianzole sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti al 39’: 0-1. Il Catanzaro, ora, ci crede. I suoi impareggiabili tifosi (circa 3mila), al solito calorosi sugli spalti, ancora di più.

In particolare nei pressi del 45’, quando Liberali chiama Thiam al grande intervento momentaneamente salva-risultato. Dopo 3’ di recupero, si chiude però rapidamente un primo tempo sigillato tuttavia dal tracciante, che  finisce a pochi centimetri dal bersaglio… grosso, di Pessina al 48’. Conclusione… episodica, tuttavia, che non scalfisce la marcata maggiore propositività delle Aquile.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa e il canovaccio tattico della partita non cambia. Monza che prova a speculare sul prezioso gol di vantaggio (2, meglio, in verità per via dei 17 punti in più ottenuti in classifica rispetto alle Aquile al termine della regular season che le offrono il vantaggio di spuntarla, pur eventualmente perdendo con 2 gol di scarto oggi). E Catanzaro, all’opposto, assai più propositivo a caccia di una prodigiosa remuntada che in campo sembra però quantomeno possibile. A riprova quanto accade al 9’ con Iemmello che, contro al suo solito per così dire, grazia Thiam da pochi passi. Quasi più facile far gol che sbagliare, soprattutto per uno del suo talento.

Al 12’, tuttavia, padroni di casa mortiferi. Non trovano infatti il punto dell’1-1 solo grazie a una parata… monstre del portierone rivale Pigliacelli sull’inzuccata, precisa e potente, di Colombo. Al 15’, invece, lo stesso Pigliacelli si addormenta un istante, ma l’aiuta in modo provvidenziale il compagno Cassandro in chiusura su un ben appostato Cutrone. Al 18’ Alesi prima e Liberali poi si fanno minacciosi. Così come, sempre Iemmello, al 21’. Niente da fare! E niente da fare pure per Pittarello al 27’, perché Thiam è bravo e fortunato a chiudere in uscita bassa su di lui. A 12’ dal termine, però, Frosinini la mette dentro con una torsione meravigliosa.

È 2-0 dei calabri. La A sembra incredibilmente materializzarsi sul Viadotto Morandi dopo 43 anni. Ma c’è ancora un gradino, altissimo e ripidissimo, da scalare. Il Monza trema, eccome, però. Al 42’ su gran pallone filtrante in area di Pompetti, Iemmello non ce la fa ancora per un soffio. La stanchezza, adesso, si fa sentire e nei 6’ di recupero i giallorossi ci provano quasi solo di… nervi. Ma arrivano  circa le 22, quando Massa fischia tre volte.

Conclusioni:

La finale di stasera, al di là del figurone fatto dall’Aquilani-band che sembrava quasi una vittima sacrificale dello squadrone biancorosso a cui era opposta e invece ha dimostrato con i fatti di voler cambiare il suo destino sulla carta già segnato, corre il rischio di essere, quasi paradossalmente per il Catanzaro stesso, l’ennesima serata dei rimpianti. Anzi, l’ennesima stagione del rammarico. Quello, forte, di una realtà ormai con le carte in regola per stare quantomeno nei paraggi delle grandi del calcio italiano. Una società, e quindi una squadra, che con determinate diverse condizioni (secondo noi a cominciare da uno stadio degno di tal nome nell’epoca contemporanea in una dimensione come la A attuale) avrebbe potuto fare il doppio salto, dalla C alla massima serie cioè, già due anni fa.

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