La modificata Statutaria voluta da Roberto Occhiuto viola l’articolo 123 della Costituzione.
Tra le modifiche approvate da questo consiglio regionale, c’è ne una che vieta al corpo elettorale di potersi pronunciare dopo averlo richiesto.
Un referendum popolare sulla modifica della Costituzione della Regione, appunto lo statuto regionale.
L’articolo 123 prevede al terzo comma: entro tre mesi dalla pubblicazione, un cinquantesimo degli Elettori o un quinto dei Consiglieri può chiedere un referendum.
Dopo la modifica fatta da Roberto Occhiuto non si consente ai cittadini elettori, seguendo questa procedura, di poter procedere a chiedere e a pronunciarsi sulla modifica dello Statuto Regionale.
In Calabria si stanno costituendo dei comitati che vogliono sollevare questa violazione alla Giustizia Amministrativa e se c’è la possibilità, alla Corte Costituzionale.
L’introduzione di due nuovi assessori regionali e dei Sottosegretari alla Regione riguarda il regolamento di funzionamento della giunta regionale, per il quale l’opposizione sta chiedendo con la raccolta di 50.000 firme, la presentazione di un progetto di legge regionale di modifica.
Strumento legislativo che non si può utilizzare per la modifica dello statuto regionale perché è una fonte di grado superiore che richiede che si esprimano entro tre mesi un cinquantesimo degli elettori o un quinto consiglieri regionali calabresi, quando ne fanno richiesta.
La deriva plebiscitaria autoritaria che riguarda i leaders nazionali, in Calabria ha purtroppo pervaso il presidente governatore, Roberto Occhiuto.
