Fonte Gdf

Beni immobili, denaro e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 500 mila euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a un pregiudicato di origini siciliane, attualmente detenuto, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Reggio.

Omessa comunicazione di variazioni patrimoniali, sequestro beni per oltre 500 mila euro.

Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal gip presso il tribunale reggino su richiesta della procura che, in seguito alle indagini del Nucleo speciale di polizia valutaria, ha ricostruito una serie di operazioni economiche e finanziarie che, secondo l’accusa, “non sarebbero state comunicate alle autorità competenti, come invece previsto dalla normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale”.

“Il provvedimento cautelare – spiega in una nota Stefano Musolino, procuratore aggiunto in funzione di vicario – rappresenta l’epilogo di una complessa attività di indagine condotta che ha permesso di individuare – allo stato del procedimento – una serie di condotte poste in essere dal citato soggetto, che configurerebbero il delitto di omessa comunicazione di variazioni patrimoniali previsto dalla normativa in materia di misure di prevenzione a carattere patrimoniale”.

L’indagato, attualmente detenuto a seguito di una condanna a sette anni di reclusione per il reato di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, nonché sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di due anni, divenuta definitiva nel 2014, era tenuto, continua il procuratore aggiunto, “per queste ragioni, alla comunicazione delle variazioni del proprio patrimonio, nei dieci anni successivi, al Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza del luogo di residenza”.

Tuttavia, sulla base degli accertamenti svolti sulla posizione patrimoniale e reddituale dell’uomo, lo stesso avrebbe omesso di comunicare molteplici operazioni e transazioni alle autorità competenti, nel periodo ricompreso dal 2020 al 2023, per un valore complessivo pari a circa 545 mila euro.

“Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nelle fasi delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna”.

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