Palermo-Catanzaro, considerato il largo 3-0 maturato nel primo confronto sembra quasi una formalità. Ma in ragione del fatto che il calcio non è (mai) scontato e soprattutto del fatto di star parlando di una semifinale playoff di ritorno per la promozione in serie A, il concetto d’imprevedibilità del risultato diventa ancor più sensato e concreto. Motivo per cui, il match non va solo giocato ma pure vissuto con tutto il pathos del mondo da entrambe le tifoserie. Quella calabra confortata dalla forte sensazione che il più sia fatto mentre la rosanero fiduciosa di una miracolosa remuntada. Difficile, improbabile, per certi versi persino illogica, tuttavia astrattamente possibile. Eccome! E quest’ultimo dato è ciò che più conta. Comunque sia, ogni ragionamento della vigilia in casi (anzi, in partite) come la sfida in questione, senza un… domani, rischia di apparire superfluo. Spazio dunque al calcio giocato con il film della partita, diretta dall’arbitro Matteo Marcenaro dell’Aia di Genova (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=30993), partendo ovviamente dal primo tempo.

Primo tempo:

Altro avvio shock, pure al ritorno, però stavolta in favore del Palermo. Che segna al 3’, mentre a Catanzaro era andato sotto già al 1’. A far gol è Pohjanpalo, su punizione dalla trequarti di Palumbo. Il match s’infiamma subito, dunque. Com’era peraltro ampiamente prevedibile. Ma passa neppure un giro di lancette e gli ospiti si mostrano per nulla intimoriti o, peggio, disorientati dalla rete incassata a freddo. Tant’è vero che Pittarello chiama Joronen al grande intervento. Al 6’ è invece Iemmello a tentare il colpo… gobbo con il tiro a giro, ma il pallone si spegne sul fondo. I ritmi sono alti e al 9’, sulla sponda opposta, Ranocchia prova a… uccellare Pigliacelli da lontano. Niente da fare, però, per lui. Al 18’ l’incontro come fosse una nave che viaggia a tanti nodi, sprofonda in una secca. Almeno fino al 36’, quando Le Douaron crossa dalla destra e Pigliacelli non riesce a bloccare. Ma toccando il pallone quel tanto che basta per mettere fuori tempo Pohjampalo. Passano, poi, altri minuti più ulteriori 6’, abbondanti, di recupero. Però all’intervallo si va sull’1-0 per i padroni di casa.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa e il Palermo riaccende la miccia. Sicialiani, infatti, vicino alla rete già al 3’, ancor più di quanto non fatto all’andata con la traversa di Rui Modesto. Nell’occasione è il palo, clamoroso, a dire di no a un attivissimo Palumbo. Bravo a timbrare il montante con un movimento del corpo perfetto per coordinarsi e sparare a rete sebbene spalle alla porta. Al 6’, invece, Pigliacelli risponde con una parata da campione a Ranocchia. Al 15’ lo stesso portiere ospite s’improvvisa Garellik (per chi ricorda l’istrionico suo collega, peraltro titolarissimo nel Napoli di un… certo Maradona, Claudio Garella) e di piede compie il prodigio su Johnsen.

Ma imitato 3’ dopo (al 18’) tra i pali opposti da Joronen su Di Francesco. Alla mezz’ora è, viceversa, Favasuli ad avere la palla dell’1-1 e quindi già della finale con largo anticipo ma stanco, pur a tu per tu con lo stesso Joronen, spara alto.  Al 36’ la coppia Di Francesco-Pittarello avrebbe ancora il colpo del Ko, ma il primo dei due sbaglia il passaggio e Joronen in uscita fa il fenomeno.

Ecco allora che al 42’, su uno degli ultimi capovolgimenti di fronte, Augello… pitta un pallone per Rui Modesto che fa 2-0. Il Renzo Barbera è, come s’immagina, una polveriera. Perché ci sono 6’ di recupero. Al 48’, però, Pierozzi è ingenuo. Entra malissimo da dietro su Pittarello e si fa cacciare da Marcenaro. Passano altri 3’ e si accende addirittura una mischia attorno all’arbitro che, con intelligenza, non recupera più un secondo, fischiando tre volte. Tre fischi che danno il la alla grande festa giallorossa.

Conclusioni:

Il Catanzaro, corre, soffre, sbuffa, prova a rispondere colpo su colpo al Palermo, non sempre ma spesso, e alla fine ce la fa. A scrivere la storia. La sua storia recente, almeno, centrando la prima finale playoff da quando è tornato in B dopo 18 di inferno e purgatorio. Adesso, dunque, se la vedrà con il Monza per la A. Ultimo attesissimo atto di un campionato vissuto tutto d’un fiato, cullando un gr(A)nde sogno.

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