Una partita come una semifinale di andata dei playoff di serie B necessita di poche presentazioni. Perché, banalmente, si presenta da sola. Non è un match senza ritorno, solo in considerazione del fatto che il ritorno c’è. Ma i 90’ iniziali possono indirizzare la doppia sfida. Eccome! Certo, c’è anche la possibilità che la lascino aperta come ad esempio il pari (2-2) maturato ieri sera a Castellammare di Stabia (Na) tra i locali della Juve S. e il Monza. Ma parliamoci chiaro, anche se in uno spareggio (perché playoff e playout più o meno questo sono) può succedere di tutto, non vincere l’andata in casa pesa in maniera negativa. Considerato come l’avversaria possa poi giocare il ritorno sul proprio campo. E con per giunta la possibilità di pareggiare al termine del doppio confronto (senza dover tirare i calci di rigore) per andare avanti in virtù del miglior piazzamento in classifica nella stagione regolare. Comunque sia, alle 20 si parte con il fischio dell’arbitro Ermanno Feliciani della sezione Aia di Teramo (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=30928).

Primo tempo:

La partita parte con il botto. E a farlo è il Palermo sotto i colpi, “dannosissimi”, del Catanzaro. Che sorprende subito il Palermo con un preciso cross dalla destra di Cassandro, dopo neppure un minuto di match, e un Iemmello letteralmente capace di infilarsi tra Pierozzi e Peda per far gol di testa. La partita in quella fase si ferma per circa 3 giri di lancette per via di un fitto lancio di fumogeni dalla Curva Massimo Capraro che pregiudica la visibilità. Ma le Aquile sembrano indemoniate. E al 15’ il copione si ripete.

Solo, stavolta, da palla inattiva (corner di Pontisso) con… ponte di Brighenti e gol ancora di testa di capitan Iemmello (doppietta dunque per lui): 2-0. Anzi no, perché l’assistente n. 1 Di Gioia di Nola (Sa) si inventa letteralmente un fuorigioco. Il Var, però, ci mette pochi istanti a rimettere le cose a posto. Troppo palese la… nettezza del gol. Si riprende, allora, e al 18’ è Pittarello che spara alto da favorevolissima posizione. Al 39’, invece, Ceccaroni prova a dare la scossa a uno spento Palermo sugli sviluppi di un corner. Ma riesce solo a spaventare Pigliacelli e le migliaia di tifosi sugli spalti con il pallone che finisce fuori di poco.

Neppure 2’ più tardi, tuttavia, Iemmello si trasforma in assistman, offrendo palla a Liberali che al centro dell’area si libera come nulla fosse dello stesso Ceccaroni, che di mestiere fa il difensore, e fulmina il portiere rivale Joronen: 3-0. C’è una sola squadra in campo e al duplice fischio del Ddg, i rosanero vanno negli spogliatoi come i pugili che per miracolo riuscivano a restare in piedi contro “Iron” Mike Tyson negli anni ‘80.

Secondo tempo:

Nella ripresa la partita si… siede. Ma è normale. Perché il Catanzaro è come ovvio pago del risultato e già pensa ad amministrare il largo 3-0, come potrà e forse dovrà fare anche al ritorno, mentre sul fronte opposto il Palermo sembra non esistere. Sembra infatti sbiadita ombra della corazzata allestita per ammazzare il campionato. Tant’è vero che al 12’ è Pontisso che chiama Joronen a una parata nient’affatto facile per evitare il poker giallorosso. Trascorrono i minuti e siciliani provano ad affacciarsi dalle parti di Pigliacelli. Ma di occasioni vere come ad esempio quelle che fioccavano dalle parti di Joronen nel primo tempo neanche il sentore. Eccezion fatta per gli sviluppi di una combinazione dei catanzaresi Alesi-Pittarello con quest’ultimo che scaglia una saetta, di poco alta sulla traversa. Ma la gara ha un canovaccio chiaro, che Palumbo al 42’ non cambia di certo con un… tiraccio da lontano bloccato senz’affanni da Pigliacelli mentre nemmeno un minuto dopo Frosinini, approfittando di uno svarione di Rui Modesto esalta le doti e la buona stella di Joronen che salva alla… disperata il possibile 4-0. Siamo nei pressi del 90’ e Feliciani comanda ben 6’ di recupero. E quasi al 96’ Rui Modesto centra la traversa, del tutto episodica nella pochezza degli ospiti. Ma poco dopo si odono i 3 fatidici fischi e inizia la festa giallorossa. Prematura? In base a quanto visto stasera, no.

Conclusioni:

Poco, anzi pochissimo, da dire. Una partita così perfetta, anche nelle stagioni migliori che culminano con una grande promozione o addirittura un primato assoluto, di solito la giochi una o al massimo due volte in un campionato. E il Catanzaro ha forse scelto la serata migliore per far ciò, letteralmente demolendo il Palermo e mettendo così una seria ipoteca sulla finale playoff. Che, contro Monza o Stabia, regalerà la A.

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