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Riceviamo e pubblichiamo

Coniugare le difficoltà che molte imprese artigiane hanno nel reperire le figure professionali loro necessarie, con l’esigenza dei lavoratori stranieri di trovare occupazione.

Nasce così, perseguendo questo obiettivo, il protocollo d’intesa che la Cna Catanzaro ha realizzato con il Cas di Lamezia Terme, gestito dalla società Migra Europe Save.

La collaborazione prevede la mappatura delle competenze dei beneficiari, l’organizzazione di incontri domanda-offerta, oltre che la promozione della cultura dell’inclusione.

In Calabria e nel Mezzogiorno, i dati del Sistema Informativo Excelsior (realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro) evidenziano un marcato mismatch tra domanda e offerta di lavoro, particolarmente critico nel settore artigiano.

Le imprese artigiane faticano a reperire figure professionali specializzate.

Specie lì dove è richiesta l’unione di competenze tecniche tradizionali e nuove competenze digitali o gestionali.

L’intesa avviata punta a creare le condizioni per un allineamento dei bisogni delle imprese e dei lavoratori, andando così a ridurre la forbice del mismatch.

Il protocollo mira anche alla valorizzazione delle competenze e alla promozione di percorsi inclusivi per i lavoratori di origine straniera, inseguendo un duplice intento: rispondere alle esigenze produttive delle aziende artigiane, ma anche favorire integrazione sociale, occupazione regolare e sviluppo sostenibile per l’intero contesto locale.

Cna si impegnerà a informare e coinvolgere le realtà associate, segnalando alla società posizioni lavorative disponibili, nonché ad affiancare le imprese in fase di colloquio con i candidati supportandole.

Lettera Cna

“Ogni imprenditore colpito non è un fatto isolato, ma un segnale che riguarda tutti noi. Scriviamo perché, se anche uno solo viene lasciato solo, perdiamo tutti. Non è solo solidarietà. È una presa di responsabilità”. Inizia così la lettera indirizzata dalla Cna Calabria alla società civile. Abbiamo scelto di parlare ai cittadini, imprese, associazioni, giovani all’indomani del grave atto intimidatorio ai danni dell’imprenditore vibonese Domenico Arena.

“Ad Arena e a tutti gli imprenditori che stanno vivendo questo momento va la nostra vicinanza. A loro va riconosciuto il valore di una scelta: restare in piedi in questa terra, che non è scontato. Significa credere nel lavoro quando sarebbe più facile arrendersi, significa investire quando altri arretrano, significa scegliere la legalità anche quando costa”.

“A chi guarda questa terra chiedendosi se restare o andare via, voglio dire una cosa chiara: la Calabria ha bisogno di voi. Non domani ma adesso. Ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro coraggio. Ha bisogno – prosegue – di una generazione che non accetti compromessi, che non erediti la paura ma che costruisca un’alternativa. Ma questo può accadere solo a una condizione: non essere soli”.

“Accanto al lavoro fondamentale delle istituzioni, al tavolo della sicurezza e all’azione costante delle Prefetture, è necessario riaprire subito un tavolo delle associazioni. Un luogo stabile, operativo, non formale, dove le associazioni di categoria si incontrino, si ascoltino e, soprattutto, agiscano insieme. Un tavolo – sottolinea Cna – che crei sinergie reali tra  imprese, tra territori, tra visioni”:

“Momenti come questi, così come le crisi economiche, le difficoltà di mercato, le trasformazioni globali, non devono dividerci – sottolinea – ma diventare occasione per costruire massa critica. Le associazioni non devono essere solo rappresentanza, ma tornare ad essere punto di partenza per proteggere, accompagnare, dare forza a chi, da solo, rischia di cedere. Chi minaccia è forte quando siamo frammentati ma diventa irrilevante quando diventiamo sistema”.

“La Calabria che vogliamo non è un’idea astratta – conclude -, è una scelta quotidiana. Questa lettera è un invito alla presenza attiva, a esserci a parlare, a fare rete, a costruire insieme. Noi sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme”.

Cgil Av

Cresce la preoccupazione per la pressione criminale e il clima di insicurezza che sta colpendo il Vibonese e che tocca da vicino lavoratori, istituzioni e sistema produttivo.

«Appena qualche giorno fa l’aggressione avvenuta nei giorni scorsi danni di un dirigente del Comune di Vibo Valentia, colpito brutalmente mentre si trovava alla stazione ferroviaria che rappresenta un fatto di estrema gravità che scuote l’intera comunità il raid intimidatorio che ha colpito cinque attività produttive nella zona industriale tra Vibo Valentia e Jonadi, con colpi di fucile esplosi contro saracinesche e vetrate.

Non siamo di fronte a episodi isolati – afferma Cgil Av – ma a un clima che rischia di diventare normalità. E questo non possiamo permetterlo. Colpire un lavoratore pubblico, colpire le imprese, significa colpire il cuore della nostra comunità».

«A chi lavora, a chi ogni giorno tiene in piedi pezzi di questo territorio – prosegue – deve essere garantita sicurezza, dignità e rispetto. Invece assistiamo a una escalation che genera paura e isolamento. È una deriva pericolosa che chiama in causa la responsabilità della politica e delle istituzioni».

Per la Cgil Area Vasta: «Non bastano più le parole di circostanza – sottolinea –. Serve una presenza concreta dello Stato, servono azioni forti e coordinate. Il Vibonese non può essere lasciato solo. Qui si gioca una partita decisiva tra legalità e sopraffazione».

La Cgil Area Vasta esprime piena solidarietà al dirigente aggredito e alle aziende colpite dal raid, ribadendo la necessità di ricostruire un clima di fiducia e sicurezza per lavoratori e cittadini.

«Non possiamo accettare – aggiunge – che chi lavora debba avere paura. Non possiamo accettare che chi investe venga intimidito. Difendere il lavoro oggi significa difendere la democrazia».

In questo contesto, la Cgil Area Vasta raccoglie e rilancia l’invito del Coordinamento di Libera Vibo e invita a partecipare alla fiaccolata mariana del 7 maggio, promossa dalla parrocchia di Gesù Salvatore lungo le vie della zona industriale colpita.

«Saremo presenti – conclude – perché in momenti come questi serve una risposta collettiva, visibile, forte. Serve dimostrare che questa comunità non si piega, che la Calabria sana esiste ed è pronta a farsi sentire».

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