Riceviamo e pubblichiamo
Oggi chiusura, a Cosenza, dell’evento conclusivo della campagna per il No al Referendum Giustizia dei prossimi 22 e 23 marzo.
La manifestazione sarà un momento di confronto pubblico per difendere i principi costituzionali, discutere il futuro della giustizia.
E approfondire le ragioni del No al referendum costituzia.
Interverranno il Segretario Organizzativo Cgil Nazionale Pino Gesmundo, il portavoce nazionale Avs Angelo Bonelli, il presidente del comitato società civile per il no referendum costituzionale Giovanni Bachelet, il responsabile politiche istituzionali della Cgil Florindo Oliverio.
Ed ancora, il magistrato Emilio Sirianni, il sindaco di Corigliano Rossano (Cs) Flavio Stasi, la Segretaria Cgil Cosenza Graziella Secreti.
Contribuiranno al dibattito Maria Locanto Partito Democratico, John Maria Milicchio Rifondazione Comunista, Giuseppe Giorno, Movimento 5 Stelle, Emilio Cozza, Comitato Socialisti per il No.
La chiusura a Catanzaro
Alle ore 16, nella sala consiliare di Palazzo de Nobili a Catanzaro, si terrà un incontro di approfondimento sulle operazioni degli uffici elettorali di sezione in prossimità del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi.
L’iniziativa è organizzata dall’ufficio elettorale comunale ed è rivolta ai presidenti di seggio nominati dalla Corte d’Appello di Catanzaro e a quanti hanno espresso la propria disponibilità alla sostituzione, nel caso in cui i presidenti nominati risultino impossibilitati a svolgere l’incarico, per gravi e documentati motivi, oppure assenti al momento dell’insediamento del seggio.
All’incontro parteciperanno il Segretario Generale Vincenzina Sica, il Dirigente del settore Servizi demografici, Antonino Ferraiolo, e la funzionaria responsabile dell’ufficio elettorale Anastasia Migliaccio.
Cgil
La Cgil Calabria rivolge un appello alle cittadine e ai cittadini affinché partecipino al voto referendario con consapevolezza e senso di responsabilità democratica, esprimendo un convinto No alla riforma sulla Giustizia.
Il voto è l’arma che avremo il 22 e il 23 marzo per tutelare la nostra Carta Costituzionale. La riforma Nordio punta a colpire diversi punti della Costituzione intervenendo su equilibri delicati tra poteri dello Stato senza affrontare le reali criticità che da anni interessano il sistema della giustizia e i servizi ai cittadini.
Non è questa la riforma di cui il Paese ha bisogno, ma solo un tentativo, neanche troppo celato, di ridurre la magistratura sotto il controllo politico, minando l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza giudiziaria garantita dalla Costituzione.
Come Cgil ci opponiamo alla separazione delle carriere e alla riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), ritenendo che l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare, in cui il controllo politico potrebbe aumentare, indebolisca le tutele per l’autonomia dei magistrati.
Le gravi lacune del sistema giudiziario, invece, saranno lasciate incancrenire: dalla grave carenza di magistrati e di personale amministrativo, al diffuso precariato, all’impellente necessità di adeguare le infrastrutture e le attrezzature tecnologiche degli uffici giudiziari, condizioni indispensabili per garantire tempi certi e qualità del servizio.
Le priorità per rendere più efficiente e giusto il sistema Paese sono altre: investimenti pubblici strutturali, rafforzamento degli organici, valorizzazione del lavoro pubblico, riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali, tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, piena attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza e accesso ai diritti.
Occorre una stagione di riforme condivise, capaci di rafforzare la coesione sociale e la qualità della democrazia, non interventi che rischiano di alterare equilibri costituzionali senza produrre benefici concreti per lavoratrici, lavoratori e cittadini.
Per queste ragioni, la Cigl Calabria invita tutte e tutti a partecipare al voto e a sostenere il No, per difendere la Costituzione, salvaguardare i diritti e promuovere un’idea di giustizia più efficiente, equa e realmente vicina alle persone.
La partecipazione democratica è il primo presidio della libertà e dei diritti.