Tre morti sul lavoro in poche ore. Un operaio di 46 anni precipitato da un ponteggio ad Anoia Superiore, nel Reggino. Un lavoratore di 53 anni morto a Francavilla Angitola, nel Vibonese.
Un giovane operaio di appena 23 anni deceduto mentre lavorava all’allestimento di un lido a Paola (Cs). Tre tragedie ravvicinate che riportano la Calabria davanti a una realtà che continua a ripetersi con una frequenza ormai insopportabile: si continua a morire mentre si lavora.
Una sequenza che, ancora una volta, non può lasciare indifferente il mondo del sindacato, che resta in prima linea nelle battaglie per luoghi di lavoro sicuri e, prima ancora, per l’attuazione di misure preventive imprescindibili per la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
Per la Cgil Av Catanzaro-Crotone-Vibo non è più possibile affrontare questi drammi soltanto con il cordoglio e con le dichiarazioni di circostanza.
Già negli anni scorsi la Cgil, insieme a Cisl e Uil, aveva chiesto con forza l’attivazione di un tavolo permanente con istituzioni, parti datoriali, Inail, Asp, Inps e Ispettorato del lavoro per affrontare in maniera strutturale il tema della sicurezza.
Un confronto nato dalla consapevolezza che il problema non può essere affrontato solo dopo l’ennesimo incidente, ma richiede prevenzione, formazione continua, controlli e assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti.
Un impegno che si inserisce anche nella mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgil, che venerdì e sabato prossimi darà avvio in tutta Italia alla raccolta firme per due proposte di legge popolari su sanità e appalti, con particolare attenzione proprio alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla qualità degli appalti e al contrasto del lavoro precario e irregolare.
Per il sindacato, infatti, come ha detto proprio ieri da Lamezia Terme (Cz) il segretario nazionale Maurizio Landini, il tema delle morti sul lavoro non può essere separato dalle condizioni in cui troppo spesso vengono gestiti appalti, subappalti e organizzazione del lavoro.