Richediamo e pubblichiamo
Ancora una volta la città di Catanzaro si trova a fare i conti con una gestione approssimativa e tardiva di servizi essenziali.
In queste settimane, da tutti i quartieri arrivano segnalazioni sempre più allarmanti sullo stato di totale abbandono in cui versano strade, marciapiedi e aree pubbliche, già di per sé devastate da buche e voragini, ma oggi invasi, anche, da erba alta e vegetazione incontrollata.
Una situazione che non può più essere derubricata a semplice problema di decoro urbano.
Qui siamo di fronte a un’emergenza che riguarda la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica.
In molte zone della città, l’erba incolta limita la visibilità agli incroci e lungo le arterie principali, aumentando concretamente il rischio di incidenti stradali.
A questo si aggiunge il proliferare incontrollato di insetti e animali, con evidenti criticità igienico-sanitarie, senza dimenticare i gravi disagi per chi soffre di allergie stagionali, ormai esposto quotidianamente a condizioni insostenibili.
Di fronte a tutto questo, il silenzio e l’inerzia dell’Amministrazione risultano incomprensibili.
Per tali ragioni, si chiede pubblicamente all’Assessore all’Ambiente, Irene Colosimo, e al settore Igiene e Ambiente del Comune di Catanzaro, di rendere immediatamente noto il cronoprogramma dettagliato degli interventi di diserbo sull’intero territorio cittadino.
I cittadini hanno diritto a sapere:
- quando partiranno gli interventi;
- quali quartieri saranno interessati e con quali priorità;
- quali risorse sono state effettivamente impiegate per garantire un servizio efficiente.
Non è più accettabile assistere ogni anno allo stesso copione fatto di ritardi, mancanza di programmazione e interventi emergenziali quando ormai la situazione è fuori controllo.
Un’Amministrazione che non riesce a garantire neppure la manutenzione ordinaria della città dimostra, nei fatti, una grave carenza di visione e di capacità gestionale.
Si intervenga subito, con trasparenza e responsabilità, perché Catanzaro non può continuare a essere ostaggio dell’incuria.
