Attenzione, premessa d’obbligo. Nessuno mette sotto accusa l’amministrazione comunale di Catanzaro pure per la scelta della sede dei concorsi pubblici. Almeno per questo infatti non sarebbe legittimo, per carità. Perché, come ovvio, non è un atto che gli compete direttamente. Ma una domanda sorge spontanea. Può lo Stato, o meglio il ministero che bandisce un concorso e il Formez Pa che poi ne cura lo svolgimento, scegliere il meraviglioso ente fiera Colosimo di Lido se quando c’è una selezione nazionale, con la possibilità di decentramento in varie regioni italiane tra cui la Calabria, optare per il capoluogo calabro se l’unica sede idonea è sempre in modalità “succursale di Masterchef?”.  Dov’è di scena il buon cibo e gli chef che lo devono proporre ai visitatori.

Spieghiamo(ci) meglio

Spieghiamo(ci) meglio con un primo esempio pratico: metà dicembre, si svolge il concorso per un posto da funzionario all’Avvocatura dello Stato (con anche posti per analoga qualifica a Consiglio di Stato e Tar), ma al polo fieristico è imminente, con tutto ciò che comporta in termine di organizzazione e allestimento nei giorni precedenti, Sol and the city (leggi qui: https://irriverentemente.com/regione-da-cittadella-bando-su-montagne-sol-and-the-city-sud-debutta-in-calabria-in-area-fieristica-catanzaro-e-225-aziende-ad-artigiano-in-fiera/). Va bene, ci mancherebbe. Oltretutto il ministero della Giustizia indica Roma come unica destinazione concorsuale! Arriva, però, fine aprile ed è in programma la selezione per i funzionari Inps-Inail. E stavolta chi di competenza (il Formez, Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pa), responsabile pure del reclutamento, indica tra gli altri la Calabria quale luogo in cui raggruppare un paio di regioni del Sud di provenienza dei candidati. Bene, stavolta allora (ri)tocca finalmente al polo fieristico Colosimo di Catanzaro come a fine ottobre scorso per i posti da cancelliere nei Tribunali ordinari? Nossignore, niente da fare, pure stavolta. Perché “lì” si… mangia e si beve ancora con il Mediterranea Village.

C’erano una volta l’indotto e la centralità di Catanzaro

Vuoi mica mettere un concorso, con centinaia se non migliaia di candidati che vengono proprio a Catanzaro da vari posti del Meridione con i relativi soldi portati, al cospetto di un “evento clou” dedicato alla dieta migliore del mondo. Domanda retorica, questa, dedicata a chi non appena può si riempie la bocca con… l’indotto (riferimento a certa politica che si dice assai sensibile all’argomento), pensando appunto a cosa portano agli operatori economici del capoluogo magari mille candidati o più (per certi concorsi in particolare) con molti di loro per così dire “costretti” a pernottare e mangiare in alberghi, B&b, ristoranti e bar cittadini o quantomeno a parcheggiare (anche a pagamento, se possibile) nella mega-area. O, semplicemente, pensando alla loro necessità di servirsi (non certo gratis, giustamente) dei mezzi dell’Amc. Senza infine, tornando al privato, dimenticare l’eventualità che qualcuno possa persino usufruire di taxi, comunque dando (quando… tutto manca) un grande ritorno d’immagine alla città e alla sua ritrovata centralità. Ma così è, se vi pare!

Risultato?

Risultato: a Catanzaro tutti a… dieta. Mediterranea, rigorosamente. Mentre gli aspiranti ispettori (della Previdenza e del Lavoro) sono di stanza per lo “scritto” (o, più esattamente, la prima delle due prove previste per essere assunti all’Inps o all’Inail) al Padiglione Lucmar, di via Roald Amundsen di Rende (Cs). Struttura idonea, per carità. Ma “un po’ isolata con parcheggio sulla strada e non certo agevolmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Però anche senza la possibilità di fruire di un’adeguata area di… filtraggio delle centinaia di candidati che sia al coperto, ovvero al riparo da pioggia o sole”.  Concetto, quest’ultimo, copiato e incollato da una delle recensioni ad hoc su Google. Ma l’aspetto che lascia ancora più perplessi è relativo a un Padiglione in questione. Un edificio (una sorta di capannone) sprovvisto di servizi igienici (quantomeno fruibili). Tant’è vero che decine di partecipanti hanno goduto di “comodi” bagni chimici (una dozzina o poco più in totale), senza la possibilità di lavarsi le mani. Mentre, lo si ribadisce, un autentico gioiello come lo splendido e attrezzato Ente fiera di Catanzaro è, nei giorni in cui potrebbe essere precettato dal Formez, puntualmente in modalità… Masterchef style. Ma, ripetiamo, non sia mai che… non fosse così per la precipua vocazione del Polo stesso!

Al di là del luogo, il “giallo” finale della prova

Tre ore e mezza circa di… concorso. Tempo necessario per le immancabili operazioni “preliminari e post prova”, ma nell’occasione con qualche ritardo di troppo, svolgendo un test della durata complessiva di un’ora con 60 domande a risposta multipla su Diritto e… dintorni. Senza però i “soliti” quiz di Logica, Informatica e Inglese, destinati alla seconda prova per i bravi che supereranno lo… scritto virtuale. Ma dopo la consegna, per così dire elettronica tramite tablet riservato a ogni candidato, colpo di… scena. Tutti fermi e ai propri posti. Non è finita in realtà: c’è infatti il… giallo! La Commissione decide il cambio di una domanda. E per non meglio precisati motivi o semmai sfuggiti nella grande confusione generale, comprensibilmente generatasi, mentre viene comunicata e forse spiegata la decisione stessa. Ufficializzata da schermo e altoparlanti collegati con la sede centrale concorsuale dell’Hotel Ergife di Roma (dove appena un mese e mezzo fa si è tenuta la selezione per i ministeri dei Trasporti e del Lavoro), che “genera” un nuovo Pin. Necessario per (ri)attivare i tablet. E quindi, solo dopo aver risposto a una sorta di 61. domanda, ecco finalmente la “vera” sospirata conclusione della prova. Ancora una volta, quindi: così è, se vi pare! Da Roma, da Rende e pure dalla… mancata protagonista Catanzaro.

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