Nelle varie tappe di avvicinamento alle Amministrative 2026 di Catanzaro, da cui salvo sorprese ci separano ormai circa 360 giorni, vi abbiamo promesso… divertimento.
E noi, come noto, manteniamo sempre le promesse. Non fosse altro perché la lunga marcia di avvicinamento alla… cuccagna (o, se preferite, alla mazzicogna) cittadina fa alzare la temperatura a tanta, tantissima, gente tra protagonisti e relativa pletora di aventi causa. Ma, tanto per scrivere invece di fare i conti come la classica serva del noto modo di dire, ecco le tante, troppe, contraddizioni (robusto eufemismo) del contesto politico locale. In cui ad esempio spicca la coppia formata da Fabio Celia e Giusy Iemma, di cui ci eravamo peraltro occupati appena pochi giorni fa (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-ce-nulla-di-piu-triste-di-un-amore-non-ricambiato-e-lesempio-perfetto-e-quello-politico-tra-celia-e-iemma-ma-per-dirla-con-santoro-il-pd-e-finito-ha-feudi-con-politici-che-curano/).
E ciò semplicemente perché Celia non capisce, e neppure glielo fanno capire quanti gli stanno vicini in famiglia e fuori, che più esterna e più perde di credibilità. E il motivo è presto detto: ieri con un post Facebook pubblico ha per l’ennesima volta sparato a palle incatenate su un sindaco (non unicamente su di lui, in realtà) che ha fortemente sostenuto. Ma che lo ha sedotto e abbandonato, “scaricandolo” ingloriosamente poco tempo dopo le elezioni con una serie di… sgarbi istituzionali in grado di fargli saltare assai spesso la mosca al naso. Ultimo atto, che ha fatto sbottare lo stesso Celia, la nomina del nuovo amministratore unico dell’Amc in luogo del suo avvocato, Eugenio Felice Perrone, di fatto dimissionato da Fiorita (al di là delle… patinate versioni ufficiali) senza complimenti.
Ebbene, il buon Fabio è però colui che più o meno un paio di settimane fa ha esaltato la sua amata “creatura politica” Iemma. Non facendosi persuaso, o fregandosene persino della logica, che dire Iemma è dire Fiorita (o, se preferite, anche Ernesto Alecci e Jasmine Cristallo) e viceversa. Ma Celia, cocciuto, si erge a censore dei costumi politici locali, pensando di poter fare passare indenne il messaggio (che invece distrugge la sua credibilità): In questa Amministrazione è tutto, o quasi, da buttare, tranne quello, o quelli a me legati a filo triplo, che piazzo io o o gradisco (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-amc-e-psc-2-acronimi-che-minacciano-fiorita-e-non-solo-sullo-sfondo-i-destini-politici-di-perrone/)”.
Sì, sì, come no, Fabio. Sono infatti tutti da buttar via tranne Iemma e, fino a poco fa, Perrone. Ragionamento che magari, in astratto, potrebbe persino starci. Ma che fatto da Celia è francamente risibile sul piano logico, e non solo, absit iniuria verbis per il diretto interessato.
Ecco quindi che, come al solito, i politici catanzaresi fanno tutto da loro stessi. Mentre noi ci limitiamo (senza aggiungere o, peggio ancora, mistificare una virgola) a stigmatizzarne le sortite (certo a differenza di tutti gli altri nostri ossequiosi sedicenti colleghi), per descrivere il desolante panorama in cui matureranno anche le Comunali 2027 in questa che è purtroppo per noi anche la nostra… Città. Del Peccato! Generalizzato.
Di seguito il post Fb, pubblico e integrale, di Fabio Celia
Oggi è stato nominato il nuovo amministratore delegato dell’Amc.
E una domanda politica, a questo punto, è inevitabile: chissà se chi ha indicato o sponsorizzato questa scelta si candiderà alle prossime Amministrative nella coalizione di sinistra a sostegno del sindaco Nicola Fiorita.
Del resto, negli ultimi quattro anni abbiamo assistito a tutto e al contrario di tutto.
Maggioranze costruite in aula pezzo dopo pezzo, accordi trasversali, equilibri variabili e una politica troppo spesso piegata agli interessi del momento.
Piuttosto che alla coerenza e al rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.
A Catanzaro abbiamo visto cadere confini che qualcuno diceva invalicabili.
Abbiamo visto destra e sinistra diventare categorie elastiche, buone solo quando conveniva.
Abbiamo visto consiglieri e gruppi politici cambiare posizione con una facilità sorprendente.
Sempre in nome di una presunta stabilità che, guarda caso, coincideva quasi sempre con la sopravvivenza della maggioranza e la conservazione delle poltrone.
Per questo sarà interessante capire chi, domani, avrà il coraggio di presentarsi agli elettori chiedendo il voto sotto il simbolo della sinistra dopo aver contribuito, direttamente o indirettamente, a questo sistema di potere.
I cittadini osservano, ricordano e giudicheranno.
Io, da uomo di sinistra, continuo a credere che la coerenza valga più di qualsiasi poltrona.