Giorno di festa, oggi, ma anche di tanta riflessione nel capoluogo calabro, pure mentre si giocherà Catanzaro-Spezia. È il 25 aprile, infatti. E oltre a un pensiero alla Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, in città ce n’è uno fisso per la famiglia della mamma suicidatasi con i figli in settimana (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-tragedia-della-donna-suicidatasi-con-i-3-figli-di-cui-solo-una-lotta-ancora-in-lotta-per-la-vita-in-corso-le-indagini-di-polizia-e-procura/). Fatto che ha scosso tutti: nel Paese intero, non solo in cima ai Tre Colli. E che oggi farà restare uno stadio Nicola Ceravolo, comunque assai meno pieno del solito, silente o quasi per 15’. Oltre a far scendere in campo entrambe le contendenti con il lutto al braccio. Alle 12.30, però, l’arbitro Marco Piccinini di Forlì (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-spezia-arbitra-piccinini-fc-il-romagnolo-che-scansa-sempre-le-aquile-o-le-dirige-con-le-emiliane-coincidenza-piu-unica-che-rara-con-una-gara-e-2-forfait-ma-tra-qualche-ora-nient/) fischia canonicamente l’avvio di questo lunch match.

Primo tempo:

“Larghi spazi” sugli spalti del Ceravolo e silenzio in segno di lutto dei tifosi della curva Massimo Capraro per 15’. Ma intanto scorre via un Catanzaro-Spezia che per la classifica delle Aquile sa… di poco, anche se in caso di vittoria potrebbero già certificare con il conforto della matematica il “solito” quinto posto finale. Mentre conta, eccome, per la graduatoria dei liguri. L’anno scorso arrivati a pochi minuti dalla serie A e vittoriosi in cima ai Tre Colli tanto in campionato quanto ai playoff. Ma l’avvio della gara odierna, forse pure per il tepore primaverile, è quasi fastidiosamente soporifero. Eccetto che per un tiro di Valoti al 6’ capace di spaventare Pigliacelli. Così come farà la conclusione (ma di sponda dopo un rimpallo in area) di Comotto al 9’. Niente di più, però, fino al sussulto inatteso. Al 24’. Quando la difesa ospite applica malissimo la tattica del fuorigioco e Petriccione di testa fa 1-0, prima annullato e in circa un paio di minuti invece confermato dalla revisione Var. Ma a seguire si torna a… dormire! Fino al 39’ con Favasuli che impegna un po’ il portiere rivale. Mentre al 45’, Lapadula “apparecchia” di testa per Valoti che con un colpo da biliardo la mette. È 1-1 e dopo ben 4’ di recupero, il parziale finisce.

Secondo tempo:

Il secondo tempo, se possibile, è più brutto del primo. E bisogna attendere il quarto d’ora per annotare una conclusione verso la porta degna di nota. Quella di Liberali, cioè, verso Mascardi che respinge con prontezza. E lo stesso, ancora l’estremo difensore dei bianconeri, fa d’istinto di piede su Pittarello. Ma sul susseguente corner le belle statuine della retroguardia spezzina regalano a Fellipe Jack il punto del momentaneo 2-1. Al 21’ Alesi offre una palla al bacio per Di Francesco che dà a sua volta a Pittarello: 3-1. Anzi, no! C’è fuorigioco in partenza. Solare. È quindi giusto annullare. Come lo è per il gol dello Spezia al 27’ per un fallo, in… partenza, di Skjellerup. Mentre è buonissima la rete di Pittarello. Che, addirittura, al 36’ si ripete per far registrare il poker giallorosso. Al 39’, sempre Lapadula e Valoti, provano a rendere meno amara la sconfitta. Ma un Pigliacelli in versione… lusso non è affatto d’accordo. E dice loro di no in bello stile. Da questo momento in avanti sugli spalti si canta forte mentre i minuti volano e Piccinini manda tutti a casa dopo 5, inutili, minuti di recupero. Ma non prima di aver fischiato rigore su Valoti. Sbagliato indovinate da chi? Lapadula. Che esalta di nuovo un Pigliacelli oggi al top, ma frettoloso e mossosi troppo presto dalla linea di porta. “Penalty bis”, dunque, e 4-2 conclusivo.

Conclusioni:

Cosa ci ha “rivelato” Catanzaro-Spezia? Semplice: ha confermato ciò che si già sapeva. E da moltissimo tempo, ormai. Ovvero la marcia di avvicinamento delle Aquile, pur a piccoli passi, verso un 5. posto finale: vero, e probabilmente unico, obiettivo dell’attuale proprietà dell’Us ‘29.

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