Riceviamo e pubblichiamo

Si chiude con il proscioglimento in udienza preliminare la posizione di Andrea Adelchi Ottaviano, uno degli imputati nel procedimento relativo alla gestione del porto di Catanzaro e al rilascio delle concessioni demaniali.

Le contestazioni riguardavano il periodo compreso tra il 2016 e il 2020 e, in particolare, i procedimenti amministrativi relativi al rilascio della concessione originaria e alla successiva proroga. Secondo l’ipotesi accusatoria, Ottaviano, all’epoca dirigente del settore Patrimonio di Palazzo De Nobili, avrebbe favorito la società Navylos attraverso condotte riconducibili alle ipotesi di falso e abuso d’ufficio.

Nel corso delle indagini l’architetto era stato raggiunto da una misura cautelare interdittiva e aveva responsabilmente rassegnato le dimissioni dall’incarico di dirigente del settore Patrimonio.

All’udienza odierna il dirigente Ottaviano – che si è sottoposto a interrogatorio, unico tra gli imputati – ha ricostruito davanti al Gup, in maniera puntuale e cronologica, l’intero iter dei due procedimenti amministrativi.

Il giudice ha quindi esaminato la documentazione prodotta dalla difesa e la memoria depositata dagli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori.

La difesa ha evidenziato come l’istruttoria amministrativa fosse stata condotta in maniera approfondita, attraverso le necessarie verifiche e il coinvolgimento degli enti interessati, e come in nessuna fase dei procedimenti fosse stato commesso un falso o posta in essere una condotta finalizzata ad agevolare la Navylos.

L’attività amministrativa, secondo la ricostruzione offerta dalla difesa, era stata invece costantemente orientata al perseguimento del preminente interesse pubblico da parte di Ottaviano

All’esito dell’udienza, il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il proscioglimento di Ottaviano facendo proprie le difese dei legali e ritenendo che non vi fossero elementi idonei a sostenere l’accusa.

Dunque, la posizione di Ottaviano si conclude già in udienza preliminare, senza alcun rinvio, sebbene preteso dalla Procura per la quale vi sarebbe stata la ragionevole previsione di una condanna.

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