Articolo tratto dal Corsera

Appello a ritirare la querela, “è un lavoratore in difficoltà economiche”. Questo è successo a Treviso, dove a tentare di fare da «paciere» è Stefano Dall’Agata, portavoce provinciale di Alleanza Verdi-Sinistra.

Il quale difende il 45enne che sui social aveva definito il giornalista Rai un «pagliaccio truffatore».

Si è offerto di fare da “paciere” fra le parti evitando che una frase offensiva pubblicata sul web si possa trasformare in una scure economica insostenibile.

Il risarcimento danni

Parte dall’iniziativa di Stefano Dall’Agata, portavoce provinciale di Alleanza Verdi-Sinistra, il tentativo di fermare prima che arrivi nelle aule di un tribunale la causa legale avviata nei confronti di un quarantacinquenne residente a Oderzo (Treviso), di cui non si conoscono le generalità, e denunciato per diffamazione dall’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Dall’Agata ha lanciato un appello pubblico via Facebook per rintracciare l’uomo al quale è già stata recapitata una formale richiesta di risarcimento danni di cinquemila euro, chiesta per conto del giornalista Rai dall’avvocato Edno Gargano di Pescara, legale di Ranucci.

Le condizioni

All’origine del contenzioso vi è un commento lasciato dal 45enne su Instagram sotto un post di Ranucci nel quale apostrofava il noto personaggio pubblico con l’epiteto di «pagliaccio truffatore», ritenuto dal legale di contenuto diffamatorio. La mossa conciliatrice del rappresentante di Alleanza Verdi-Sinistra punta a disinnescare la contesa prima di un eventuale approccio giudiziario. «Una richiesta di risarcimento di 5mila euro non pesa allo stesso modo sulle tasche di un operaio e su quelle di chi guadagna di più — spiega Dall’Agata — da lavoratore capisco la situazione in cui si è trovato il 45enne, che da quanto si apprende versa in condizioni economiche difficili».

Le scuse ufficiali

L’obiettivo dichiarato dell’appello è quello di contattare direttamente il presunto diffamatore per prendere in mano il caso e interfacciarsi con il team legale del giornalista, con l’auspicio è di giungere a una composizione bonaria che preveda la presentazione di scuse ufficiali da parte dell’operaio, evitando così il versamento di una somma di denaro ritenuta sproporzionata per le capacità reddituali del destinatario della denuncia.

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