Catanzaro-PadovaCatanzaro-Padova

Catanzaro-Padova è una gara che ha le stesse premesse di quella tra Aquile e Benevento, eccetto il fatto che stavolta i calabresi giocano in casa. Sotto il profilo tecnico, però, la squadra proveniente dalla città di Sant’Antonio sembra molto più strutturata dei rivali, essendo settima in classifica a quota 13 e trovandosi oggi al cospetto di rivali ultimi (in coabitazione con la Sampdoria) in ragione degli appena 5 punti racimolati in 9 giornate. Copione di match scontato, allora? Neanche per sogno. I catanzaresi devono infatti riscattare il tennistico 6-1 subito in casa al 7. turno ad opera dell’Ascoli; tornano davanti a un pubblico amico tanto innamorato da non averli mollati neppure dopo l’umiliante debacle interna di sabato scorso e soprattutto hanno, da meno di una settimana, operato il cambio della guida tecnica con il subentro di Michele Mignani a Giorgio Gorgone. Una scossa al gruppo di giocatori, come si dice di solito in casi del genere, che ha pagato un buon dividendo con un pari, seppur artigliato all’ultimo… respiro, al Santa Colomba-Ciro Vigorito nella partita infrasettimanale. Comunque sia, a breve calcio d’inizio del match diretto da Niccolò Turrini della sezione Aia di Firenze (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-padova-arbitri-forse-top-sul-campo-in-futuro-ma-gia-grandi-professionisti/).

Primo tempo:

Scrosci di pioggia sul capoluogo calabrese e quindi sul Ceravolo, come una settimana fa in occasione della debacle delle Aquile con l’Ascoli, nel prologo di un match in cui al 6’ il portiere del Padova Sorrentino, uscendo completamente fuori tempo al limite dell’area, prova a fare un regalo di Natale molto anticipato al Catanzaro. Ma il suo compagno Fusi si arrangia con “grande mestiere” su Iemmello, venendo perdonato dall’arbitro. Niente gol e niente rigore con conseguente cartellino rosso per il centrocampista patavino per un fallo (se fosse stato giudicato tale dal Ddg, magari su invito del Var) sull’avversario lanciato a rete. Al 9’, invece, ci prova Alesi. Tiro a lato. Al 27’, però, arriva il meritato vantaggio delle Aquile con Dorval che, ben appostato quasi all’altezza del dischetto del rigore, approfitta di una ribattuta corta della difesa biancoscudata per fare 1-0, sbloccandosi sul piano personale e soprattutto sbloccando il risultato. Al 39’, poi, azione fotocopia a quella dell’1-0 giallorosso, ma Candela non inquadra la porta di poco e dunque non ottiene il raddoppio dei suoi. Passa il tempo e si arriva così all’intervallo, ma dopo un colpo di testa di Imperiale al 45’ che, come si direbbe detto una volta, fa la barba al sette.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa e il Padova tenta subito di inserire le marce alte con le sgroppate di Artistico. Lo stesso attaccante si dà un gran da fare, ma di grattacapi a Frosini e soci ne crea pochissimi. Perché la retroguardia, e non solo, dei padroni di casa si mostra oggi solida come mai fino a ora in quest’avvio di stagione. Al 12’, infatti, Iemmello inventa e… scuote Sorrentino. Che però risponde presente. Al 18’, sugli sviluppi di un corner, ancora Iemmello da favorevolissima posizione vorrebbe chiudere i conti. Artistico, però, fa incredibilmente (lui… centravanti) il vice Sorrentino e salva tutto a pochi centimetri dalla linea di porta. Accade così che si applica la vecchia implacabile legge del calcio: gol mancato gol subito. Al 21’, infatti, l’ex Pompetti “illumina” con un lungo e chirurgico lancio per Capelli, altrettanto bravo ad offrire un assist davvero molto invitante all’accorrente, dalla parte opposta, Varas. Che, “solo soletto”, non dà scampo a Pigliacelli per il momentaneo pari. La partita si… siede, tuttavia al 42’ un lampo di Mosti su iniziativa di Buso (entrambi subentrati non molto prima) non frutta il vantaggio dei locali per un miracoloso intervento di piede di Sorrentino. Poco dopo 4’ di recupero e il triplice fischio.

Conclusioni:

L’arrivo di mister Mignani ha letteralmente cambiato il volto del Catanzaro, ma se il pari di martedì scorso a Benevento valeva oro per un sacco di motivi quello odierno serve a poco e sa di beffa. Comunque il cammino intrapreso sembra il viatico giusto per lasciare alla svelta il fondo della classifica.

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