Riceviamo e pubblichiamo
A discesa Cavour a Catanzaro, in peno centro storico, ad agosto, è stato tagliato un albero di almeno cento anni.
Ha sempre fatto parte del corredo urbano del centro storico essendo l’unico grande arbusto rimasto vitale in quella via.
E proprio per la sua presenza ed eccezionalità, era la casa e il rifugio di moltissimi volatili che la mattina e la sera deliziavano i passanti con i loro canti… .
Ma qualche illuminato, arguto e sensibile confinante deve avere pensato che la sua presenza centenaria, fosse un disturbo, un fastidio o fonte di sporcizia… .
È mai possibile che nella nostra città, ancora nel 2026, specie durante questa estate torrida, le uniche impellenze siano quelle di richiedere il taglio di un albero centenario in centro storico?
Chi ha autorizzato questo completo disastro?
Stranamente avvenuto ad agosto, forse sperando nella distrazione collettiva e nello svuotamento vacanziero della città?
E che nessuno dica che l’albero fosse malato o pericolante perché sono tutte ignobili fandonie.
L’albero era stato già potato in seguito agli uragani di questo inverno quindi non ci sono assolutamente scusanti.
Come si coniugano questi atti di vandalismo inspiegabile verso il verde collettivo con le politiche sbandierate di rispetto del verde e del decoro urbano cittadino?
Proprio questo inverno siamo stati i promotori dell’abrogazione della legge per il riconoscimento degli alberi monumentali a Catanzaro e ci aspettavamo che sarebbe stato un innesco positivo per una nuova consapevolezza di rispetto e cura degli alberi e del loro infaticabile contributo alla nostra salute e benessere.
Invece, come non fosse successe nulla, in piena estate, è stato tagliato questo albero la cui presenza ha sempre fatto parte della storia di tutti noi e che costituiva un importante sede e rifugio per la fauna selvatica cittadina.
Chi è stato a richiedere il taglio?
Quali sono state le motivazioni?
Chi ha autorizzato?
Come mai si è misteriosamente deciso di agire proprio ad agosto?
Fino a quando si deciderà di portare avanti queste politiche anacronistiche, illogiche, totalmente prive di una visione volta alla vera salvaguardia del verde solo per non scontentare qualcuno, la nostra città non avrà alcun futuro e tutti noi saremo sempre più impoveriti di civiltà, di frescura e riparo dalla calura e di -vero- ossigeno.
Da oggi l’aria in centro storico sarà ancora più “irrespirabile” per i soliti abusi ai danni del patrimonio collettivo, che chi ci governa, tacitamente accorda.