Non ci sono mai piaciuti ipocrisie, inchini (leggasi lecchinaggi vari, seppur in Italia più redditizi di una laurea alla Sorbona), “messe cantate” e più di tutto bugie. Motivo per cui negli anni abbiamo preso sempre più le distanze da Catanzaro e, soprattutto, dai catanzaresi.
Città e cittadini, in particolare, che siamo costretti (rimarchiamo: obbligati, purtroppo) a vivere quotidianamente, ma rispetto a cui avvertiamo un crescente… fastidio. Profondo e intenso! Nella speranza di poter cambiare aria, presto o tardi che sia. Al di là delle “questioni personali”, però, il nostro fastidio si palesa persino quando la “gente del posto” attacca, ma secondo noi ingiustamente, l’Amministrazione e il consiglio comunale.
Sebbene siano quelli da noi più avversati da quando scriviamo, ormai oltre 25 anni. E questo solo per amore della verità, sebbene sia una verità che a noi non piace. Ma nella nostra consueta foto della settimana (la 78.) vogliamo prendere posizione riguardo alle roventi polemiche sui lavori dello stadio Ceravolo. Perché accusare il sindaco Nicola Fiorita, la Giunta e l’intera civica assise, di voler quasi deliberatamente danneggiare l’Us con i ritardi nelle operazioni di adeguamento dello stesso impianto è semplicemente ridicolo. Oltreché falso!
Motivo? Non si è forse (mai) vista nella storia in tutta Italia, e quindi non solo in cima ai Tre Colli, una politica locale così sensibile alle esigenze della proprietà della squadra di calcio cittadina. Nella fattispecie: l’Us 1929 of course. Il cui vertice (dal 2022 a oggi) è stato per così dire accontentato (in modo pienamente lecito, sia ben chiaro, almeno a quanto ci è dato sapere) non solo in quanto influente interlocutore in tale veste, ovvero di possessore di un’azienda sportiva nel cuore dei catanzaresi (peraltro pure elettori).
Bensì, anche, quale protagonista assoluto del tessuto socioeconomico del capoluogo. A partire dal provvedimento sul cosiddetto parcheggio Chinatown, continuando con il cambio di destinazione d’uso del campo sportivo di Giovino, fino alla disputa casalinga della partita di Coppa Italia in programma a Ferragosto tra Catanzaro e Sudtirol. Match, quest’ultimo, per cui il sindaco dopo la solita “finta frizione” con il patron delle Aquile, che dal canto suo… minacciava sulla stampa di portare i giallorossi a giocare lontano dal loro territorio appunto per l’eventuale prolungata indisponibilità dello stadio, ha invece fatto i classici salti mortali per dare alla società la disponibilità del Militare di via Francesco Paglia con una capienza di poco meno di 6mila posti. Assai ridotta rispetto al normale, sicuro.
Ma per noi più che sufficiente in una giornata “peculiare” come il 15 agosto, per giunta con la diretta Mediaset in chiaro. Un fatto, per nulla scontato, utile per permettere alla società di realizzare comunque un incasso non certo da buttar via. Tema a cui, oltretutto, il vertice dell’Uesse è, anche a giusta ragione, sensibilissimo. Bando a sterili polemiche, dunque, perché gli eletti del Comune nella totalità si sono da sempre dimostrati più solerti e ricettivi dei dipendenti Coop con l’esigente proprietà. Altro che boicottaggio, allora!