Riceviamo e pubblichiamo
Un diritto rimasto inespressso per anni che, grazie all’attività di verifica svolta dall’Inca Cgil, è finalmente emerso consentendo a un pensionato di ottenere quanto gli spettava realmente.
È quanto accaduto a Guardavalle (Cz), dove un cittadino, rivolgendosi per la prima volta alla Camera del Lavoro locale, ha scoperto di avere diritto a una pensione di vecchiaia ben diversa rispetto al trattamento che stava percependo.
A riferire la vicenda è l’Inca Cgil Catanzaro, che sottolinea l’importanza dell’attività di assistenza e controllo delle posizioni assicurative svolta quotidianamente dalle sedi territoriali del sindacato.
Il pensionato, nato nel 1951, percepiva dal primo aprile 2020 un assegno sociale di appena 190 euro mensili.
Durante l’incontro presso la struttura Inca Cgil di Guardavalle, un’attenta analisi dell’estratto contributivo ha però consentito di accertare una situazione diversa: il cittadino aveva infatti maturato il diritto alla pensione di vecchiaia già dal primo marzo 2018.
Grazie al lavoro degli operatori, è stato possibile ricostruire correttamente la posizione previdenziale e avviare le procedure necessarie al riconoscimento del diritto.
Il pensionato, già nel mese di giugno, riceverà quindi il trattamento pensionistico spettante, insieme agli arretrati maturati.
Si sottolinea inoltre come episodi analoghi si siano registrati anche in altri territori della provincia, tra cui Sellia Marina, Simeri Crichi e Squillace, dove le rispettive Camere del Lavoro hanno consentito di far emergere situazioni previdenziali non corrette, trasformatesi in vere e proprie “piacevoli sorprese” per i cittadini coinvolti.
Da qui l’invito dell’Inca Cgil a rivolgersi alle sedi territoriali per controlli e verifiche delle proprie posizioni contributive e previdenziali, soprattutto in prossimità della pensione o in presenza di dubbi sugli importi percepiti.