Cinema Teatro Comunale CatanzaroCinema Teatro Comunale Catanzaro

Riceviamo e pubblichiamo

Un racconto intimo, potente, necessario. Sarà Puzzle lo spettacolo protagonista del prossimo appuntamento con la rassegna “Domenica d’Incanto”, in programma oggi alle ore 18.30 al Teatro Comunale di Catanzaro, diretto da Francesco Passafaro.

Un monologo che scava nelle pieghe più profonde dell’animo umano e che porta in scena una storia capace di toccare corde universali, affrontando con delicatezza e determinazione il tema della violenza psicologica ed economica.

Al centro della narrazione c’è Cristina, una donna che si reca al cimitero per far visita alla sorella Marta, un gesto diventato ormai rituale dopo la sua scomparsa. Ma questa volta qualcosa cambia. Cristina porta con sé un segreto, un peso che non è mai riuscita a condividere. Un’urgenza che la spinge a restare più a lungo, a trovare il coraggio di dire ciò che fino a quel momento è rimasto inespresso.

“Puzzle” è, prima di tutto, un viaggio interiore. Un percorso che mette in luce le dinamiche sottili e spesso invisibili della violenza, quelle che non lasciano segni evidenti ma che incidono profondamente sull’identità e sulla libertà delle persone.

Lo spettacolo si rivolge in particolare alle donne, ma non si limita a loro. Parla anche agli uomini, con un linguaggio lontano dalla rabbia e più vicino a una riflessione profonda e sincera. Non è un atto d’accusa, ma un invito ad ascoltare, a comprendere, a riconoscere.

La forza di “Puzzle” sta proprio nella sua capacità di raccontare il dolore senza trasformarlo in grido, ma in parola consapevole. Una parola che diventa strumento di cambiamento, che suggerisce una possibilità: quella di salvarsi, di ricostruirsi, di non restare intrappolati.

È una storia di amore e di coraggio, di fragilità e resistenza. Un racconto che ricorda come il perdono non debba mai coincidere con la rinuncia alla propria dignità, e come la gentilezza possa essere, allo stesso tempo, una forma di forza.

Con questo appuntamento, la rassegna “Domenica d’Incanto” conferma la sua identità: non solo intrattenimento, ma uno spazio di riflessione e confronto, capace di portare in scena temi urgenti e profondamente contemporanei.

Il Teatro Comunale si conferma così un presidio culturale vivo, attento, capace di intercettare i bisogni della comunità e di restituirli attraverso il linguaggio universale del teatro. Perché, a volte, una storia raccontata sul palco può fare molto di più: può aprire gli occhi, scuotere le coscienze e, soprattutto, lasciare un segno.

Lo spettacolo

“Puzzle, donne a pezzi” è un monologo che non si guarda soltanto, ma si sente sulla pelle, andato in scena al Teatro Comunale di Catanzaro, nel centro storico, nell’ambito della rassegna “Domenica d’Incanto”, confermando ancora una volta la forza del teatro quando si fa strumento di verità e consapevolezza.

Prodotto da Global Thinking Foundation, con la regia di Luigi Cilli e le musiche di Auro Zelli, in scena una straordinaria Stefania Pascali, attrice originaria di Catanzaro.

Stefania e Luigi sono coppia solida anche nella vita e vivono e operano a San Salvo, in provincia di Chieti.

E proprio in Abruzzo è stata in trasferta la compagnia capeggiata da Francesco Passafaro nelle scorse settimane, realizzando quello che proprio Stefania ha scherzosamente definito un “Erasmus teatrale”, preludio di tante interessanti ed entusiasmanti collaborazioni.

Lo spettacolo affronta il tema della violenza sulle donne entrando nelle sue pieghe più silenziose e meno visibili, quelle della violenza economica.

Una forma di abuso che non lascia segni evidenti, ma che lentamente svuota, isola, priva di autonomia e dignità.

In scena – lo scorcio di un cimitero colorato – prende forma il viaggio di una donna che si muove tra memoria e dolore, tra ciò che è stato e ciò che non è mai stato detto.

Un racconto che diventa specchio di tante vite, di tante storie rimaste sospese, trattenute, mai davvero condivise.

Cristina, la protagonista, si reca al cimitero per far visita alla sorella Marta, nel giorno del suo quarantaquattresimo compleanno.

Ma questa volta qualcosa cambia.

Cristina porta con sé un segreto, un peso che non è mai riuscita a condividere.

Un’urgenza che la spinge a restare più a lungo, a trovare il coraggio di dire ciò che fino a quel momento è rimasto inespresso.

Lo spettacolo si rivolge in particolare alle donne, ma non si limita a loro.

Parla anche agli uomini, con un linguaggio lontano dalla rabbia e più vicino a una riflessione profonda e sincera.

Non è un atto d’accusa, ma un invito ad ascoltare, a comprendere, a riconoscere.

Un passaggio semplice, ma carico di gratitudine e di amore, che restituisce il senso profondo di un percorso fatto non solo di dolore, ma anche di legami che tengono e che salvano.

Accanto a questa dimensione intima, emerge con forza anche il valore del teatro come comunità.

Il ringraziamento rivolto al Teatro Incanto diventa riconoscimento di un impegno quotidiano: fare cultura oggi significa resistere, investire, rischiare.

Significa credere, ogni giorno, che uno spazio condiviso possa ancora generare incontro, crescita, consapevolezza.

E poi la memoria, che non è mai nostalgia ma continuità.

Il ricordo di Nino Gemelli, figura significativa per il teatro locale restituiscono il senso di una storia che non si interrompe, ma si rinnova, passando di voce in voce, di palco in palco.

“Puzzle, donne a pezzi” resta così oltre lo spettacolo.

È un racconto che scava, che invita a guardare dentro, che chiede ascolto.

Ma soprattutto è un segno: la dimostrazione che anche dalle ferite più invisibili può nascere una parola nuova, capace di ricostruire, di restituire forza, di indicare una possibilità. Quella di ricominciare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *