Riceviamo e pubblichiamo
La terra con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia, si trascina dietro da anni migliaia di lavoratori che, anziché un posto sicuro, hanno trovato incertezze, precarietà e l’impossibilità di costruirsi un futuro. Anche per loro oggi saremo in piazza a Roma.
La Calabria è una terra di bacini, vertenze, speranze mal riposte.
La terra con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia, si trascina dietro da anni migliaia di lavoratori che, anziché un posto sicuro, hanno trovato incertezze, precarietà e l’impossibilità di costruirsi un futuro. Anche per loro oggi saremo in piazza a Roma.
A poche ore dalla manifestazione nazionale promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni laiche e cattoliche, per rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace, punto sulle vertenze calabresi ancora aperte.
A partire da quella di Konecta R. 650 i lavoratori della digitalizzazione a rischio, mentre si avvicina, a dicembre, il termine della cassa integrazione.
Altrettanta attenzione deve essere riservata ai Tis (Tirocinanti di inclusione sociale).
Rispetto al numero iniziale rimangono oltre 950 lavoratori privi di qualsiasi tutela o prospettiva sul proprio futuro lavorativo.