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Riceviamo e pubblichiamo

Trasformare somme rimaste in parte non utilizzate in progetti di vita, autonomia, domiciliarità, inclusione, percorsi di deistituzionalizzazione, soluzioni abitative leggere, tecnologie assistive e servizi reali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Dalla ricognizione condotta dalla Regione è emersa una fotografia disomogenea.

Ci sono Ambiti che hanno programmato, speso e rendicontato correttamente entro il 31 dicembre 2025.

Altri con residui minimi; altri ancora con economie consistenti o con procedure mai realmente avviate.

Tra le situazioni critiche più rilevanti figurano Reggio, con quasi 500 mila euro ancora non rendicontati, Catanzaro con oltre 400 mila, Corigliano-Rossano (Cs) con oltre 200 mila, oltre ad altre realtà con somme superiori ai 100 mila euro.

Il Ministero, prendendo atto del percorso di revisione avviato dalla Regione, ha richiamato l’esigenza di un tempestivo impiegato delle risorse per l’effettiva attuazione dei livelli essenziali di prestazione sociale.

In attuazione della delibera, il Dipartimento regionale ha così notificato una nota agli Ats di Amantea (Cs), Catanzaro, Castrovillari (Cs), Caulonia (Rc), Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Montalto Uffugo (Cs), Polistena (RC), Praia a Mare (Cs), Reggio, Rende (Cs), Rogliano (Cs), San Giovanni in Fiore (Cs), Soverato (Cz), Soveria Mannelli (Cz), Spilinga (Vv), Taurianova (Rc), Trebisacce (Cs), Vibo e Villa San Giovanni (Rc).

Agli Ats viene chiesto lo sblocco delle procedure di liquidazione entro dieci giorni.

Entro il 31 maggio si procederà alla conclusione dell’iter, con approvazione delle relazioni pervenute.

O, in caso di mancato adempimento e persistente inerzia, con l’attivazione dei poteri sostitutivi e la nomina di commissari ad acta.

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